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IL REALE INCREDIBILE E L'IGNOTO GIÀ RISOLTO

27 Giugno 2013 12.40 - Di: Sheenky

Ufologia / Notizie :: IL REALE INCREDIBILE E L'IGNOTO GIÀ RISOLTO

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 Non mi stancherò mai di ripetere che le esperienze di Contatto/Abduction rappresentano il punto di svolta delle ricerche in campo ufologico

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IL REALE INCREDIBILE E L'IGNOTO GIà RISOLTO

Articolo di Maurizio Baiata
Fonte: http://mauriziobaiata.net/2013/06/27/editoriale-il-reale-incredibile-e-lignoto-gia-risolto/

Non mi stancherò mai di ripetere che le esperienze di Contatto/Abduction rappresentano il punto di svolta delle ricerche in campo ufologico. Lo sostengo da anni perché sono convinto che tali esperienze schiudano scenari rivoluzionari, anche se la scienza ufficiale e l’ufologia tradizionalista preferiscono non tenerne conto. Posizioni di comodo, ma decrepite e superate dalla realtà dei fatti, queste ultime.

Come si fa a non cogliere nelle persone la crescita di coscienza, dimostrata in ogni occasione di incontro, conferenza e seminario e il costante aumento di interesse per i fenomeni di Contatto e per il loro evolversi nei nostri tempi di oggi? Come si fa ancora ad accettare di farsi sfinire da esposizioni nozionistiche e da spiegazioni convenzionali o meno del fenomeno UFO e della sua Storia? Semplice, basta fare un passo avanti e due indietro, a testa bassa e con i paraocchi.



Ho conosciuto in Italia e negli Stati Uniti troppi testimoni attendibili, che invece vanno avanti a testa alta e a occhi sgranati su tutto, anche sulle cose che sembrano più assurde. Cosa può esserci di più assurdo di avere a che fare con esseri non appartenenti a questo mondo e alla nostra realtà conosciuta e accettata? Le loro sono facce e storie che restano nel cuore, ma per le quali non ho potuto fare molto. Non capivo neppure come e cosa avrei potuto fare, se non ripetere le filastrocche apprese “a scuola” sugli alieni cattivi. Peccato, avevo frequentato le classi sbagliate.

Per lungo tempo ho avuto un approccio negativo, basato sulle teorie di Budd Hopkins, David Jacobs e Corrado Malanga.

Con i dovuti distinguo, il loro lavoro seppure importante, dove ci ha portato? Tranne che per l’ipotesi dell’ibridazione genetica, la maggioranza degli interrogativi di maggior spessore resta senza risposta, com’era ovvio accadesse. Soprattutto se e quando si ha la presunzione di dire: ”Io so tutto”, “Abbiamo risolto il problema delle abduction”, oppure “I dati parlano chiaro”.

Ma quali dati? I protagonisti di casi di Contatto non sono campioni di una ricerca scientifica dalla quale desumere teorie che possono rivelarsi dannose per le persone verso le quali, umanamente, non si prova alcuna empatia e che vengono trattate alla stregua di cavie da laboratorio.

Si tratta invece di persone che rappresentano una realtà umana e che vogliono vivere al meglio la loro vita difficile e straordinaria. Talmente straordinaria da rendere ormai quasi impossibile stabilire un confine netto fra ciò che è apparentemente reale e quel tanto della nostra esistenza – incontri, fatti vissuti o raccontati da altri, del passato e senza tempo – che appartiene palesemente ad altre dimensioni o luoghi…

Sempre più spesso, l’intimo sentire di molte persone le pone in una condizione estranea alla società, ma non sono mai sole… anche se vengono, o sentono di venire da altrove. Anche se pensano di non appartenere a questo mondo. Forse, da un regno “non fisico” come ipotizzava John Mack, ritenendo possibile che gli esecutori delle abduction fossero esseri “meno densamente incarnati”, ma comunque in grado di manifestarsi fisicamente. Se tanto mi dà tanto, allora anche noi, addotti e contattati, potremmo possedere gli stessi mezzi dei nostri visitatori. E attraversare le pareti, smaterializzandoci e non solo, potremmo comunicare telepaticamente. Capacità che molti di noi possiedono e delle quali disporre a condizione che si prenda coscienza di chi siamo veramente.

Vale una breve digressione, che concerne grossi nomi della ricerca di frontiera, che possono contare su solidi background di tipo scientifico, a volte anche accademico, quasi sempre filosofico.

Mentre Stephen Hawking mette in guardia contro il “pericolo alieno” e Michio Kaku ritiene la questione UFO/ET fondamentale ma se ne sta sulle sue senza esporsi, guru spiritual–scientisti del calibro di Bruce Lipton, Gregg Braden e Deepak Chopra evitano di parlare dei fenomeni di Contatto, nonostante riguardino un punto fondamentale della nostra esistenza: la possibilità di interagire con coscienze aliene ed esseri extra dimensionali, quindi delle possibili connessioni fra Materia e Spirito superandone i confini. Lipton ne è infastidito, Chopra filosofeggia sulla normalità dello straordinario e Braden sfiora appena la questione, secondo la propria visione positiva, opposta a quella di David Icke.

Gli esponenti New Age più in vista restano dunque immobili. Anche per costoro, vita facile e comoda.

Intanto però i contatti avvengono, aumentano e sono fortemente in evoluzione. E prima o poi…
 
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