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La NASA si aspetta di ricevere segnali di vita da Phoenix su Marte.

19 Gennaio 2010 08.05 - Di: DigDug - Fonte: notiziefresche.info

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: La NASA si aspetta di ricevere segnali di vita da Phoenix su Marte.

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 Sarà in grado la NASA di riattivare il robot Phoenix congelato al polo nord di Marte?

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La NASA e’ pronta ad effettuare uno sforzo molto promettente per ascoltare segni di vita attraverso il loro robot Phoenix, che si ritiene possa essere totalmente congelato nei pressi del polo nord di Marte, dopo ha trascorso cinque mesi a scavare nel terreno e sul ghiaccio del pianeta rosso.

“Io credo che Phoenix sia sopravvissuto all’inverno (marziano), ma sicuramente vogliamo dare un’occhiata“, ha detto Chad Edwards, ingegnere delle telecomunicazioni della NASA. Il piano richiede tre giorni perche’ la sonda spaziale Odyssey possa effettuare un’orbita sul sito di atterraggio di Phoenix e cercare di “ascoltare” se Phoenix sia ancora “vivo”.

Se il robot d’esplorazione alimentato con la luce del sole non risponde, come previsto, la NASA farà una nuova chiamata il mese prossimo, quando il sole sara’ piu’ alto sopra la superficie di Marte. Phoenix sbarco’ nel maggio 2008 e ha trascorso cinque mesi a scavare trincee e condurre esperimenti scientifici nella pianura artica marziana.

Ha confermato la presenza di ghiaccio e divenne la prima sonda a toccare e dimostrare l’esistenza di acqua su un altro pianeta. L’ultima volta che ha comunicato con la Terra fu nel novembre del 2008, quando si abbassarrono sia la luce del sole sia la temperatura della zona artica di Marte.

Phoenix non è progettato per resistere ai rigidi inverni marziani, dove la temperatura raggiunge almeno 90 ° Celsius (almeno 195 ° Fahrenheit), molto più fredda della temperatura piu’ bassa registrata sulla Terra (meno 54 ° C , meno 129 ° F) in Antartide nel 1983.

Nella remota eventualità che la nave di esplorazione si risvegli, si avviera’ un programma software denominato “Lazzaro” perche’ possa dare segni di vita. E’ improbabile che i pannelli solari di Phoenix siano ancora in grado di catturare luce sufficiente per caricare le batterie e, anche se questa succeda (sarebbe un miracolo) non vi e’ nulla che possa garantirci che i suoi strumenti scientifici e altri dispositivi elettronici di lavoro, tornino a funzionare, hanno detto i ricercatori della missione della NASA.

Phoenix era stato cosi’ nominato in onore del mitico uccello che risorge dalle proprie ceneri, ma questa volta sembra essere molto difficile per lui onorare il proprio nome.
 
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