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Obama spegne il sogno di Kennedy: addio alla Luna ed a Marte

1 Febbraio 2010 15.05 - Di: DigDug - Fonte: digiorgio-lescienze

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: Obama spegne il sogno di Kennedy: addio alla Luna ed a Marte

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 I tagli di Obama (e la Luna di carta)

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E così, è confermato. Un’eccellente presentazione del budget la trovate naturalmente sul sito della Nasa,   oltre che su quello della Casa Bianca e e sarà necessario leggerselo bene, ma in sintesi le voci dei giorni scorsi sono confermate. Il piano spaziale di Barack Obama prevede la cancellazione del programma Constellation, i velivoli spaziali destinati a sostituire gli shuttle e a raggiungere, prima o poi, la Luna e poi Marte. Niente più Ares 1, che poverino aveva fatto da poco un primo test di medio successo, e niente Ares V, il suo “fratello” pesante, quello che doveva portare le cose grandi grandi, fino a settanta tonnellate, su su fino alla Luna.

E inoltre. Il budget Nasa è aumentato di sei miliardi di dollari da qui al 2015, quindi 1.2 miliardi all’anno, con una richiesta di 19 miliardi per l’anno fiscale 2011. L’impegno USA nella Stazione spaziale va avanti. Gli shuttle vanno in pensione, anzi vengono stanziati 600 milioni di dollari per garantirne un “pensionamento sicuro”, e il completamento dei voli oggi in manifesto.

E poi. E poi ci saranno “significativi e sostenuti investimenti” in una serie di aree che vanno dallo sviluppo di nuovi propulsori, a dimostratori tecnologici per perseguire nuovi approcci all’esplorazione spaziale, precursori robotici di missioni nel sistema solare, sviluppo di capacità spaziali commerciali (negli USA),   e così via: una serie di cose da studiare e su cui riflettere con calma, perché anche se a una prima occhiata a me è sembrato un po’ un minestrone, è lì in mezzo che sta la politica che il presidente propone per la Nasa, e bisognerà valutare bene le cifre e le voci a cui sono destinate.

Dico “propone”, perché   nei giorni scorsi hanno annunciato battaglia in parecchi, e battaglia dovrà essere per forza, visto che l’anno scorso il Congresso si era riservato il diritto di approvare o rifiutare qualunque proposta presidenziale di cancellare Constellation. E per quanto Bolden abbia aperto la conferenza stampa con la frase “oggi lanciamo un’audace e ambiziosa nuova iniziativa spaziale”, al momento riesce un po’ difficile vederla come una “exciting new direction”. Nuova sì, ma sull’eccitazione più volte evocata da Bolden avrei qualche riserva…

O magari anche no. O magari, ha ragione Lori Garver a dire che questo budget mette la Nasa su un sentiero più sicuro, più solido di quanto non avesse fatto Bush sei anni fa, chiedendo la Luna e Marte senza dare gli strumenti per averli. La Luna a cui oggi Obama fa rinunciare la Nasa era una Luna di carta, e non facciamo finta che tutti fossero innamorati, o anche solo convinti, della bontà e della riuscita del programma Constellation.

Forse (ripeto, forse) il “giant leap backwards” che Obama è stato accusato di fare con questo budget è una realistica presa d’atto di ciò che è davvero possibile fare adesso per preparare davvero ciò che sarà possibile fare domani. Ed è difficile criticare il proposito di far coincidere il denaro con gli obiettivi. Ma non c’è dubbio che nelle intenzioni della Casa Bianca l’accesso indipendente allo spazio degli astronauti americani si sta per interrompere per la prima volta in quasi cinquant’anni, e questa non è solo una questione di immagine.

Avremo modo di commentare, e anche a lungo. Per adesso vorrei avanzare a caldo ancora un paio di spunti: il primo è che questa scelta riconosce automaticamente un ruolo maggiore ai partner internazionali della Stazione, e in modo particolare a Europa e Giappone (in riequilibrio rispetto ai russi). Invece di leggere la scelta degli Stati Uniti come “addio Luna” o come “adesso ci vanno gli indiani (massù) e cinesi”, potremmo leggerla come l’esigenza di una maggiore assunzione di ruolo e di responsabilità per l’Europa. Potremmo dire che il “passo indietro” degli Stati Uniti, ammesso che sia davvero tale, ha il potenziale per tradursi in un passo avanti di una parte un po’ più ampia dell’umanità…

La seconda cosa che mi viene in mente a caldo è che si sta veramente chiudendo un’era. Può darsi che a Obama sia toccato solo l’ingrato compito di rendere evidente questo fatto, mettendo pragmaticamente fine alla lenta agonia di un certo modo di intendere l’impresa spaziale, agonia iniziata forse già ai tempi del Challenger. Però fa un po’ impressione che il presidente americano che maggiormente ci ha ricordato Kennedy sia quello a cui tocca chiudere la porta dietro il più kennediano dei miti.

Ndr: Pubblicati tutti i dati sui budget

http://www.nasa.gov/news/budget/index.html

FY 2011 Budget
FY 2011 Budget Overview (387 KB PDF)
Administrator Bolden's Statement (68 KB)
Office of Management and Budget: FY 2011 NASA Fact Sheet#8594;
NASA Budget Details From OMB#8594;
Joint Statement From NASA Administrator Bolden and John P. Holden, Director, Office of Science and Technology Policy (112 KB PDF)
Joint NASA-OSTP Factsheet (70 KB PDF)
Statement from Buzz Aldrin: A New Direction in Space (13 KB PDF)
Statement From Norman R. Augustine (11 KB PDF)
 
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