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Nuova tecnica per scoprire pianeti simili alla Terra

4 Febbraio 2010 13.09 - Di: DigDug - Fonte: scitech.ac.uk

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: Nuova tecnica per scoprire pianeti simili alla Terra

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 Un metodo rivoluzionario per studiare le atmosfere di altri pianeti fuori dal sistema solare.

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Traduzione a cura dello staff di http://ufoplanet.ufoforum.it


Alcuni astronomi hanno sviluppato un nuovo metodo che permette, senza l'ausilio di telescopi spaziali, di studiare le atmosfere dei pianeti al di fuori del Sistema Solare, accelerando così la ricerca di mondi simili alla Terra con la presenza di eventuali molecole collegate alla vita. La loro scoperta è stata presentata il 3 Febbraio 2010 sul giornale Nature.

La nuova tecnica permette agli scienziati di individuare molecole organiche nell'atmosfera di un pianeta simile a Giove per grandezza, distante circa 63 anni luce, attraverso un telescopio terrestre ad infrarossi. Utilizzando un nuovo metodo di calibratura per rimuovere gli errori sistematici dell'osservazione sono riusciti, infatti, ad ottenere una misurazione dettagliata della condizione atmosferica e della composizione di un esopianeta, un risultato senza precedenti nella storia degli osservatori astronomici terrestri.

La scienziata italiana Giovanna Tinetti della University College London (UCL), finanziata per il proprio progetto dalla Science and Technology Facilities Council (STFC), ha riferito; "L'obiettivo finale è l'osservazione dell'atmosfera di un pianeta con le caratteristiche necessarie allo sviluppo della vita. Non siamo ancora arrivati a quel punto, ma la possibilità di utilizzare osservatori terrestri in combinazione con osservatori spaziali, renderà la ricerca delle atmosfere di esopianeti sempre più veloce."

Mark Swain, astronomo della NASA Jet Propulsion Laboratory, a capo del progetto, ha aggiunto; "Il fatto di esser riusciti ad utilizzare un telescopio terrestre relativamente piccolo è molto importante semplicemente perchè ciò implica che l'utilizzo di maggiori telescopi terrestri potrà portarci, con questa tecnica, forse, alla scoperta di esopianeti dalle caratteristiche terrestri."

Attualmente sono conosciuti più di 400 esopianeti. La maggior parte di questi son gassosi come Giove, ma alcuni denominati "Super-Terre" si pensa siano mondi terrestri, o meglio rocciosi. Tuttavia un pianeta veramente simile alla Terra, con la stessa distanza di Terra-Sole dalla propria stella, deve ancora essere trovato. Li sta cercando, in questo momento, Keplero, nuovo telescopio spaziale della NASA, e si crede ne possa trovare molti presto.

L'11 Agosto 2007 Swain ed il suo team avevano puntato il proprio telescopio ad infrarossi su un pianeta molto caldo dalle dimensioni di Giove, chiamato HD 189733b, nella costellazione della Volpe. Ogni 2,2 giorni il pianeta orbita intorno ad una stella della sequenza principale di tipo K leggermente più fredda e piccola del Sole. HD 189733b, osservato da telescopi spaziali, già aveva fornito molte informazioni innovative nella scienza degli esoplaneti, tra le quali la scoperta della presenza di vapore acqueo, metano e biossido di carbonio nell'atmosfera. Utilizzando questa nuova tecnica gli astronomi sono riusciti a scoprire gli stessi elementi attraverso lo spettroscopio, con il quale la luce viene divisa nelle sue componenti principali mostrando le differenti impronte dei vari elementi chimici presenti nell'atmosfera dell'esopianeta. Lo sviluppo di questo nuovo metodo di calibratura per rimuovere gli errori sistematici dell'osservazione causati dalla variabilità dell'atmosfera terrestre, e per rimuovere le instabilità dovute al mancato sincronismo tra il motore del telescopio ed il movimento della volta celeste, è stato un loro grande merito.

"Come conseguenza di questo lavoro, noi ora crediamo con molto entusiasmo che presto, attraverso l'utilizzo di altri telescopi terrestri più grandi ma adeguatamente equipaggiati, si potranno scoprire altri esopianeti.", ha detto John Rayner, scienziato del Infrared Telescope Facility NASA che ha avuto il merito di costruire lo spettroscopio SpeX utilizzato per queste misurazioni. "Durante alcuni giorni non siamo nemmeno in grado di osservare il nostro stesso Sole con i telescopi, ed il fatto che, fra qualche tempo, saremo in grado di ottenere lo spettro di un esopianeta distante 63 anni luce.. è semplicemente stupefacente."

Nel corso di una delle osservazioni il Team ha individuato una inaspettata fonte di emissioni luminose di metano ad infrarosso che spiccava dal lato illuminato dalla stella del pianeta HD 198733b. Questo evento potrebbe indicare la presenza di una attività in qualche modo collegata alle radiazioni ultraviolette emesse della stella che si infrangono sull'alta atmosfera del pianeta.. ma sono necessari studi molto più dettagliati per determinarlo.

"L'obiettivo prossimo da raggiungere attraverso questa tecnica è la perfetta comprensione dell'atmosfera di questo e di altri esopianeti, incluso magari l'individuamento di molecole organiche e possibilmente prebiotiche, come quelle che han permesso l'evoluzione della vita sulla Terra", ha detto Swain. "Siamo pronti a farci carico di questo incarico." Alcuni obiettivi facili saranno le Super-Terre. Utilizzata in sinergia con le osservazioni del telescopio spaziale della NASA Hubble, Spitzer, e del futuro James Webb, tale tecnica infatti "ci fornirà un metodo incredibile per individuare le caratteristiche delle Super-Terre".
 
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