Headlines :: Dettaglio Articolo

Log in
  • Login
  • Password
  • Hai dimenticato la tua password?
Ufo Magazine
Dalla rete
Servizi
Statistiche

Utenti online

  • 252 anonimi, nessuno registrato.
  • Ci sono 166 iscritti in totale.
Eva Group
Autore

Iscritto

Web master di http://ufoplanet.ufoforum.it & http://www.ufoforum.it/

Links sponsorizzati
Articoli correlati
Nessun articolo correlato
Links correlati
Nessun links correlato
Prodotti correlati
Nessun prodotto correlato
Informazioni

Strumenti

Statistiche

  • Letto: 2680
  • Segnalato: 0
  • Giudizi e voti (2)

    96%

Articolo Modifica articolo
Sei in: UFO PLANET (841)  Non solo UFO (542)  Astronomia e scienza (203)

Piccoli e primitivi: i marziani che arrivarono sul meteorite

25 Febbraio 2010 10.15 - Di: DigDug - Fonte: lastampa.it

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: Piccoli e primitivi: i marziani che arrivarono sul meteorite

 Nessun video o audio disponibile

 Nessuna documentazione disponibile

 L’ultimo colpo di scena arriva dallo studio di un team della Nasa

Feed RSS dei prodotti cercati
Pagina 1 (di 2)
Tra la cinquantina di meteoriti marziane note, quella di 2 chili scoperta ai piedi delle colline antartiche di Allan Hill nell’84 e chiamata ALH84001 mostrò subito caratteristiche straordinarie. Era un frammento di basalto antico 4,5 miliardi di anni e mostrava inclusioni vetrose formatesi 17 milioni di anni fa, dopo un impatto che lo espulse da Marte.

La provenienza marziana era testimoniata dalla presenza, nelle inclusioni, di miscele di gas inerti (N2, CO2 e gas nobili), i cui rapporti reciproci erano identici a quelli riscontrati dalle sonde «Viking». Ancora più probante fu la misura dei rapporti isotopici (in particolare di quello Xeno129-Xeno132), lontanissimi da valori terrestri.

Un'altra peculiarità di ALH84001 era la presenza di un 2% di granuli di carbonati, tra 50 e 300 micron, depositati da acqua liquida 3,9 miliardi di anni fa. La loro struttura aveva qualcosa di «innaturale»: un cuore arancione di carbonato di calcio e manganese era circondato da una corteccia chiara di carbonato di ferro e magnesio, con i bordi anneriti da sottili depositi di cristalli purissimi di magnetite. Il 7 agosto 1996, durante una conferenza stampa a Houston, un team guidato da David McKay della Nasa presentò una serie di immagini al microscopio elettronico a scansione in cui, proprio là dove i granuli di carbonati erano ricchi di magnetite, si intravedeva una moltitudine di mini oggetti ovoidali, la cui forma richiamava in maniera impressionante quella di possibili batteri marziani fossili, anche se le dimensioni (tra 50 e 100 nanometri) erano da 10 a 100 volte più piccole di qualunque batterio terrestre.

Negli anni successivi le polemiche non si sono mai spente, fino a oggi. Al centro i granuli di magnetite. Secondo Hojatollah Vali dell’Università della Georgia, le inclusioni di magnetite pura presenterebbero una grande somiglianza con depositi dello stesso materiale che, chiamati «magnetofossili», vengono sintetizzati da alcuni batteri terrestri per orientarsi nel campo magnetico esterno.

Un lavoro pubblicato nel 2000 da Mikhail Zolotov ed Everett Shock della Washington University, invece, sostiene che i granuli non avrebbero nulla di biologico: sarebbero frutto della decomposizione termica del carbonato di ferro e magnesio in cui sono immersi, in seguito a shock da collisione.
Pagina successiva Pagina successiva 
Condividi
Torna ad inizio pagina 
Pagina 1 (di 2)
      Pagina successiva   2 Ultima pagina
Novità di oggi  Feed RSS di questa vetrina
Nessun articolo disponibile

UFO    |    Ricerche    |    UFO Forum    |    Eventi    |    Contatti    |    Disclaimer    |    Privacy