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Una rivoluzione per la teoria planetaria

15 Aprile 2010 07.55 - Di: DigDug - Fonte: Fonte

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: Una rivoluzione per la teoria planetaria

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 Rivoluzione in Astronomia: scoperti pianeti che orbitano in senso opposto a quello della loro stella!

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Il moto retrogrado dei pianeti extrasolari può essere spiegato con un processo, durato milioni di anni, che coinvolge i pianeti gioviani caldi e le complesse interazioni gravitazionali con stelle e pianeti

L'osservazione di sei pianeti extrasolari consente di smentire uno dei paradigmi fondamentali dell'attuale teoria planetaria: essi orbitano in verso opposto alla rotazione della stella ospite, contrariamente a ciò che viene osservato nel sistema solare. E' quanto annunciato al Congresso Nazionale di Astronomia del Regno Unito in corso a Glasgow.

Secondo le teorie più accreditate, i pianeti si formerebbero per accrezione di materia facente parte del disco di gas e polveri che ruota intorno a una stella giovane. Questo disco protoplanetario ruota nello stesso verso della stella centrale, e finora ci si aspettava che i pianeti orbitassero infine più o meno sullo stesso piano del disco e che si muovessero nello stesso verso dello spin della stella.

Dopo la rivelazione dei nuovi nove esopianeti con il Wide Angle Search for Planets (WASP), per confermare le scoperte e caratterizzare gli esopianeti in fase di transito un gruppo di astronomi di un'ampia collaborazione - di cui fanno parte l’Università Queen di Belfast, le Università di Keele, Leicester e St Andrews, l’Università Open, il Gruppo Isaac Newton di La Palma e l’Istituto di Astrofisica delle Canarie - ha utilizzato lo spettrografo HARPS montato sul telescopio da 3,6 metri dell'ESO di La Silla, in Cile, insieme con i dati del telescopio svizzero Euler, anch'esso all'osservatorio di La Silla, e i dati degli altri telescopi.

Sorprendentemente, quando il gruppo ha combinato i nuovi dati con le vecchie osservazioni si è trovato che più di metà di tutti i “Giove caldi” studiati hanno orbite mal allineate rispetto all'asse di rotazione delle stelle che li ospitano. Ma si è anche trovato che sei esopianeti, di cui due rappresentano nuove scoperte, hanno un moto retrogrado: in altre parole si muovono nella direzione sbagliata rispetto alla rotazione della stella.

Nei 15 anni trascorsi dalla scoperta di questi pianeti gioviani caldi, la loro origine è sempre rimasta un rompicapo. Questi pianeti sono dotati di massa paragonabile o superiore a quella di Giove, ma orbitano a breve distanza dalle loro stelle. Si ritiene che i nuclei dei pianeti giganti siano formati da una miscela di particelle di roccia e ghiaccio che si trovano solo ai margini dei sistemi planetari. I giove bollenti devono perciò essersi formati ben distanti dalla loro stella ed essere migrati verso l'interno per orbitare molto più vicino alle stelle genitrici.

Per spiegare il moto retrogrado osservato si teorizza ora un nuovo meccanismo migratorio in cui a farla da padrone è una sorta di "tiro alla fune" gravitazionale con oggetti planetari o stellari nel corso di milioni di anni. Tutti questi fattori possono contribuire a perturbare la traiettoria di un esopianete gigante fino a portarla in un'orbita inclinata e allungata e a fargli perdere energia a ogni passaggio ravvicinato con la stella. Infine, l'orbita può diventare pressoché circolare, ma avere un'inclinazione pressoché casuale.
 
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