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L’abitabilità di Gliese 581d

22 Ottobre 2010 01.40 - Di: 2 di 7 - Fonte: Link 2 Universe

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: L’abitabilità di Gliese 581d

Gliese 581 d paragonata alla Terra e a...

Gliese 581 d paragonata alla Terra e a Nettuno

Gliese 581 con i relativi esopianeti intorno...

Gliese 581 con i relativi esopianeti intorno. La zona blu è quella abitabile, dove l'acqua può esistere allo stato liquido

Paragone tra Gliese 581(a destra) ed il...

Paragone tra Gliese 581(a destra) ed il nostro Sole(a sinistra)

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  • Articolo originale
  • Su: Link 2 Universe
  • Data articolo originale
  • 21 Ottobre 2010

 Il sistema Gliese 581 nasconde tante sorprese. Gliese 581d si trova appena appena al margine della zona abitabile: diversi autori hanno suggerito che, con sufficienti gas sera accumulati, possono considerare Gliese 581d come parte della zona abitabile.

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Il sistema planetario di Gliese 581 è finito ultimamente su tutti i giornali per la più recente scoperta di un pianeta che si troverebbe nella “zona abitabile” intorno alla stella. Le speranze sono che un po diminuite quando poi altri team scientifici hanno ribadito che il livello di certezza è di “solo” 3 sigma (cioè del 95%) mentre normalmente, le conferme sicure hanno un livello di certezza di oltre il 99%, ma il sistema Gliese 581 nasconde tante altre sorprese oltre alla possibile Gliese 581g.

Quando il secondo pianeta di questo sistema, Gliese 581d, fu scoperto, la sua posizione fu individuata come fuori dalla zona abitabile. Ma nel 2009, una rianalisi dei dati ha definito in maniera più precisa i parametri orbitali del pianeta, e si è scoperto che si trova appena appena al margine della zona abitabile(cioè la zona dove l’acqua può essere liquida sulla superficie del pianeta,riscaldato dalla stella. Diversi autori hanno suggerito che, con sufficienti gas sera accumulati, possono considerare Gliese 581d come parte della zona abitabile. Una nuova ricerca, pubblicata nella rivista “Astronomy & Astrophysics”, simula un vasto gamma di condizioni per esplorare esattamente quali caratteristiche sarebbero necessarie.

Il team, guidato da Robin Wordsworth, dell’Università di Parigi, ha variato diverse proprietà del pianeta, tra cui anche la gravità sulla superficie, l’albedo, la composizione di una potenziale atmosfera. Inoltre, le simulazioni sono anche state portate per un pianeta in una simile orbita intorno al Sole(Gliese 581 è una stella classificata come nana M) per capire meglio gli effetti di diverse distribuzioni di energia sull’atmosfera. Il team ha scoperto che, per le atmosfere composte principalmente da CO2,le stelle più rosse riscalderebbero il pianeta più di una stella come il Sole per via del fatto che la CO2 non sarebbe in grado di riflettere cosi bene la luce rossa, permettendo quindi a più luce di arrivare sulla superficie.

Uno dei potenziali ostacoli che il team ha individuato che potrebbe fermare il riscaldamento, è la formazione di nuvole. Il team ha inizialmente considerato la presenza di nubi di CO2, che si possono formare nella zona esterna della zona abitabile(per esempio si formano su Marte). Dato che le nubi tendono a riflettere la luce, rallenterebbero e diminuirebbero gli effetti di riscaldamento che la stella avrebbe sul pianeta. Di nuovo,data la natura della stella, la luce più rosso mitigherebbe in parte a questo problema, riuscendo comunque a penetrare anche un intero strato di nuvole profondo.

Se fosse presente anche l’H2O, i suoi effetti sarebbero misti. Mentre sia le nuvole che il ghaiccio riflettono moltissimo entrambi, cosa che rappresenterebbe una diminuzione dell’energia totale catturata dal pianeta, l’acqua assorbirebbe anche nella regione dell’infrarosso. Cosi, le nubi di vapore acqueo potrebbero intrappolare calore che viene radiato dalla superficie verso lo spazio, intrappolandola e incrementando cosi l’energia disponibile. Il problema è riuscire a formare le nuvole tanto per iniziare.

L’inclusione nell’equazione della presenza del gas di azoto(molto comune nelle atmosfere dei pianeti del Sistema Solare) ha avuto poco effetto sulle simulazioni. La ragione primaria è la mancanza di assorbimento di luce rossa. In generale, l’inclusione cambiava solo di poco il calore specifico dell’atmosfera e un ampiamento delle linee di assorbimento di altri gas, permettendo una piccola quantità di accumulo di calore. Dato che il team stava cercando delle stime relative ai componenti principali, l’azoto fu alla fine trascurato.

Con la combinazione di tutte queste considerazioni, il team ha scoperto che date le condizioni più sfortunate possibili di tutte queste variabili, se la pressione atmosferica dovesse essere sufficientemente alta, questo permetterebbe che l’acqua fosse presente allo stato liquido sulla superficie del pianeta, requisito questo fondamentale per l’abiogenesi. La favorevole fusione di caratteristiche diverse dalla pressione sono anche state in grado di produrre acqua liquida a pressioni che sono anche di soli 5 bar. Il team ha anche notato che altri gas sera, come il metano, sono stati esclusi per via della loro rarità, ma dovrebbero esistere, l’abilità di trovare acqua liquida in futuro migliorerà molto.

In conclusione, la simulazione è stata fatta come un modello uni-dimensionale che essenzialmente considera una sottile colonna di atmosfera sul lato diurno del pianeta. Il team ha suggerito che, per capire meglio la situazione, dovranno essere creati anche modelli 3D. Nel futuro hanno in mente di usare questo tipo di modelli per capire cos’altro succede sul pianeta. Per esempio, se le temperature dovessero scendere velocemente sul lato notturno, questo porterebbe alla condensazione dei gas necessari e metterebbe l’atmosfera in uno stato instabile. Inoltre, man mano che scopriamo altri esopianeti transitori e determiniamo le loro proprietà atmosferiche analizzando gli spettri della loro luce, gli astronomi inizieranno a capire meglio com’è composto la “tipica” atmosfera.

http://www.universetoday.com/76116/the-habitability-of-gliese-581d/
 
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