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GLIESE 581 - Forme di vita nello spazio

30 Maggio 2011 06.36 - Di: Sheenky - Fonte: Articolo di Roberto La Paglia

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: GLIESE 581 - Forme di vita nello spazio

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In Italia si legge poco, di fretta e, spesso, senza convinzione; a questa amara osservazione si deve purtroppo aggiungere anche il fatto che spesso si legge soltanto ciò che direttamente o indirettamente qualcuno ci ha consigliato.
Ciò che rimane è gossip, qualche scandalo e la solita rivista senza veli da sfogliare però in assoluta solitudine. Coloro invece che hanno voglia di capire, informarsi, confrontarsi con quanto gliaccade intorno, (e per fortuna sono ancora in numero considerevole), si saranno di certo accorti di quel sottile gioco che consiste nel far trapelare le notizie in miseritrafiletti giornalistici, opportunamente stampati in piccolo, che vivono e muoiono nello spazio di un solo giorno.

Questo è quanto è accaduto a quello che potremmo definire il caso Gliese 581.Nel 2007, l'European Southern Observatory, annuncia la scoperta dei pianeti Gliese581 c e Gliese 581 d. Risultano subito estremamente interessanti le caratteristiche del primo dei due: si tratta infatti di un pianeta roccioso avente un raggio di circa il50% più grande di quello della Terra, una massa circa 5 volte superiore e un periodo orbitale di quasi 13 giorni. Pur mantenendo una distanza dalla propria stella 14 volteinferiore rispetto a quella tra la Terra e il Sole, la temperatura media del pianetaviene stimata fra 0 e 40 gradi centigradi, una temperatura che renderebbe possibile lapresenza di acqua allo stato liquido.

A prima vista dovrebbe trattarsi di una scoperta di portata mondiale, tutti dovrebbero parlarne, eppure tutti tacciono, solo qualche piccolo trafiletto, laconici accenni a quello che potrebbe essere l’inizio di nuove ricerche, un punto di partenza finalmente chiaro e visibile. Gliese 581, conosciuta anche come HO Librae, è una piccola nana rossa non molto distante dalla Terra (dalla quale la separano circa 20,4 anni luce), situata nella costellazione della Bilancia.
In poche parole è stato scoperto per la prima volta un pianeta paragonabile alla Terra,sia come dimensioni che come temperatura, a soli 20 anni luce da noi, che per la distanza dalla sua stella e per le sue dimensioni potrebbe essere abitabile, eppure nessuno ne parla! La scoperta è stata effettuata da alcuni scienziati dell'Osservatorio di Ginevra e di Lisbona oltre che dell'Università di Grenoble e dell'Istituto di astrofisica di Parigi, grazie al telescopio da 3,6 metri di diametro dello European Southern Observatorydi La Silla (Cile) e allo spettrografo Harps (High Accuracy Radial Velocity forPlanetary Searcher), lo strumento più preciso e accurato per la ricerca di pianeti extrasolari.
Il nuovo pianeta ha un raggio pari a 1,5 volte quello della Terra, e una massa 5 volte superiore. La distanza dalla sua stella, chiamata appunto Gliese 581,è invece 14 volte inferiore alla distanza Terra-Sole, e la durata di un'orbita è di 13giorni.Stephane Udry, dell'Osservatorio di Ginevra, afferma che, in base ai modelli adottati, dovrebbe essere o un pianeta roccioso come la Terra, oppure interamente ricoperto da oceani.
Alcuni ricercatori sostengono che Gliese 581 potrebbe essere caratterizzato da una sorta di effetto serra e se così, il pianeta somiglierebbe come aspetto, (non comedimensioni), a Venere, e non sarebbe in grado di ospitare la vita. Tuttavia, gli stessi sostengono che Gliese 581 d, altro pianeta del sistema, sarebbe vicino al bordo esterno della zona abitabile, avendo quindi maggiori probabilità di sostegno della vita rispetto a Gliese 581 c.L'acqua, come tutti ben sappiamo, è essenziale per la vita, almeno per quel modello di vita che conosciamo; in conclusione potrebbe trattarsi della prossima meta per lo studio di forme di vita extraterrestri: eppure, ancora una volta, nessuno ne parla! Anche se nulla di nuovo brilla sotto il sole (esistono centinaia di sistemi planetari scoperti attorno ad altre stelle), la unicità di questa scoperta risiede nel fatto chequesto pianeta risulta essere quello più simile alla nostra cara Terra mai scoperto finoad ora; forse è ancora presto per azzardare ipotesi, non essendo ancora stata effettuata nessuna osservazione diretta, però le probabilità sembrano sorridere ai ricercatori eforse proprio per questo si è reso necessario far filtrare la notizia il meno possibile,una pratica di Cover Up molto redditizia e applicata ultimamente anche nel campo delle scoperte archeologiche che potrebbero definirsi “imbarazzanti”.

Sarà interessante seguire gli sviluppi di questa scoperta, e non soltanto daun punto di vista scientifico ma anche da quello divulgativo, sarà infatti proprio dall’intensità con la quale verranno comunicati i risultati man mano ottenuti che potremmo capire quanto fastidio potrà dare questo avvenimento e, di conseguenza, quante probabilità esistano che anche in questo lontano suolo roccioso la vita abbia compiuto il suo miracolo.
Rimane ovvio che la sua lontananza non sarebbe certo a nostro favore, ma è anche chiaro che l’importanza di una tale scoperta non concerne tanto la possibilità che visia o meno vita, risiede invece nella prova che l’universo non è una massa informe,fredda e buia; Gliese 581 potrebbe essere la prova definitiva che la vita è possibile anche fuori dal nostro pianeta; in quale forma e sotto quale veste sarà la prossima sfida da vincere e il prossimo percorso di ricerca da iniziare, una ricerca che parte sicuramente sotto i migliori auspici poiché la prova da tempo cercata è adesso a portata di telescopio.
Ma Gliese 581 non è certo il primo degli esopianeti che si pongono alla nostra attenzione; fino al mese di dicembre del 2007 sono stati individuati circa 270 pianeti extrasolari, in maggioranza giganti gassosi alla stregua di Giove e solo in misuraminore di consistenza rocciosa. Anche se Gliese sembra al momento detenere il primato come esopianeta di tipo terrestre orbitante intorno ad una zona abitabile del proprio sistema, le stranezze riscontrate nell’osservazione indiretta dei sistemi extrasolari sono molte e alcune di queste degne di nota.Nel 2001, ad esempio, si pervenne alla conclusione che HD 28185 b, il primo pianeta extrasolare ad essere scoperto nella zona abitabile, (ovvero una regione dello spaziole cui condizioni favorirebbero lo sviluppo della vita), potrebbe teoricamente ospitare dell’acqua allo stato liquido.
Malgrado non sia possibile riferire con certezza in merito alla possibilità di vita extraterrestre su pianeti giganti, esistono lune orbitanti intorno ad essi con molte più probabilità. Un esempio di quanto appena detto potrebbe essere applicabile al pianeta HD 70642b, scoperto nel 2003 da un astronomo statunitense; la massa di questo corpo è il doppio di quella di Giove ed esistono altissime probabilità riguardo all’esistenza diun vasto sistema di lune orbitanti intorno al pianeta, una delle quali potrebbe essere adatta allo sviluppo e al mantenimento della vita.
 
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