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Rapimenti alieni nel folklore celtico

2 Giugno 2011 04.32 - Di: Sheenky - Fonte: Mistero Bufo

Ufologia / Notizie :: Rapimenti alieni nel folklore celtico

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 Rapimenti alieni nel folklore celtico?
Le indagini e le scoperte del Reverendo Robert Kirk.

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Nel 1815 il celebre romanziere scozzese Walter Scott fece pubblicare a sue spese un breve e misterioso trattato del XVII secolo dal titolo “The Secret Commonwealth of Elves, Fauns & Fairies” , ovvero Il regno segreto degli Elfi, dei Fauni e delle Fate.



Il libro, ultimato nel 1691 e rimasto inedito fino al XIX secolo, trattava una materia molto cara a Walter Scott e ad altri studiosi dell’età romantica, quella cioè della riscoperta delle leggende legate al folklore e alle tradizioni popolari. Tuttavia a rendere celebre l’opera non fu la sua importanza storico-letteraria, né l’aver avuto un così celebre editore, bensì la strana vicenda biografica che aleggiava, e aleggia tuttora, intorno a colui che lo scrisse. L’autore, il reverendo Robert Kirk di Aberfoyle, piccolo villaggio situato al centro della Scozia, era infatti convinto che le creature descritte nel suo trattato, elfi, fauni e soprattutto fate, non fossero affatto, come riteneva l’opinione comune, esseri immaginari e fantastici, bensì creature realmente esistenti, che convivono in forme organizzate insieme agli esseri umani sulla Terra e che di tanto in tanto entrano in contatto con alcuni di loro trasportandoli nella terra delle fate, fairyland, appunto. Kirk era così convinto della sua teoria che passò molti anni della sua vita raccogliendo le testimonianze di coloro che affermavano di essere entrati in contatto con questi strani esseri. Il risultato delle sue indagini fu appunto il Regno Segreto, opera che non solo Kirk non riuscì mai a far stampare ma che forse, secondo alcuni, dovette procurargli non pochi problemi con le gerarchie ecclesiastiche se è vero che non appena essa fu completata e pronta per la pubblicazione, il reverendo scomparve misteriosamente senza lasciare alcuna traccia. Ma cosa conteneva quel trattato di così sconvolgente rispetto ad altri testi coevi che narravano dello stesso argomento? Innanzitutto, come ho già detto, il fatto che l’autore stesso trattasse la materia con un atteggiamento quasi scientifico e molto poco narrativo dando molta importanza alle informazioni ottenute di prima mano e catalogando il tutto con maniacale precisione. Ma a rendere particolare questa opera sono soprattutto le storie raccolte da Kirk e le conclusioni a cui lui giunse dopo aver censito tutti i dati. Questi esseri, spiega per esempio Kirk, possiedono una natura intermedia tra l’uomo e gli angeli, (These siths or fairies […] are said to be of a middle nature betwixt man and angels, as were daemons thought to be of old)   hanno un aspetto etereo - che però all'occorrenza è capace di mostrarsi simile agli uomini - e hanno la capacità di apparire e svanire a loro piacimento (intelligents studious spirits, and light, changeable bodies -like those called astral- […] they can make them appear or disappear at pleasure). Secret Commonwealth edizione 1815.jpgIntellettualmente sono estremamente intelligenti e curiosi e vivono organizzati nel sottosuolo all’interno delle cavità terrestri,   cavità da cui possono entrare e uscire grazie alla natura aerea dei loro corpi. La loro civiltà, continua il testo, era estremamente evoluta e fiorente già da molto prima che l’uomo abitasse la terra e le sue tracce sono ancora presenti sulle high mountains della Scozia. Ciò che però sembra colpire di più l’interesse del reverendo sono gli strani racconti di coloro che affermarono di essere stati ‘trasportati’ via dalle fate. Alcuni dei suoi intervistati, infatti, riferivano, di essere stati trasportati istantaneamente , durante l’incontro con le fate, in luoghi pieni di luce dove le lampade emanavano una luce perenne che   si alimentava senza combustibile (having for light continual lamps and fires, often seen without fuel to sustain them) e dove occasionalmente alcuni rapiti avevano osservato questi esseri mentre infliggevano atroci tormenti ad altri esseri umani ([…] for the hideous spectacles seen among them, as the torturing of some wight). Per lo più i rapiti, secondo Kirk, erano donne, alcune addirittura incinte, ma anche i bambini spesso erano vittime di queste misteriose sparizioni. Il fatto curioso, che però si ricollega ad alcuni particolare degli odierni casi di abductions, è che al posto della persona “rapita” veniva lasciato un “clone” esattamente identico all'originale che restava in casa finché la persona non fosse stata riportata indietro. (Women are yet alive who tell they were taken away when in child-bed to nurse fairy children, a lingering viracious image of theirs being left in their place - like their reflection in a mirror -). Tra l’altro questi esseri pare che utilizzassero una specie di "bacchetta magica" che, rivolta contro un uomo, poteva immobilizzarlo con un "lampo" senza creare, specifica il testo, danni fisici permanenti (These arms have somewhat of the nature of thunderbolt, subtly and mortally wounding the vital parts without breaking the skin). Le loro armi, osserva Kirk, sembravano costruite con una tecnologia superiore alle capacità umane (cut by arts and tools beyond human). Curiosamente alcune delle ferite inferte da questi dispositivi furono anche rinvenute direttamente da Kirk sui corpi di alcuni animali da bestiame (of wich wounds some i have observed in beasts and felt them with my hands). C'è forse un legame con le cosiddette "cattle mutilations", ovvero mutilazioni animali, registrate ai giorni d'oggi su centinaia di capi di bestiame in tutto il mondo? Difficile stabilirlo con certezza, ma è curioso notare che gli animali esaminati da Kirk, così come nei casi odierni, risultavano privi di liquidi e sangue. Esattamente come nei casi di cattle mutilations studiati oggi! Il reverendo, però, volle essere più chiaro sulle possibili intenzioni di questi esseri. "Questi esseri - scrisse - non sembrano essere consapevoli del male che possono infliggere (They do not all the harm which appearingly the have power to do , no are they perceived to be in great pain) e tra l’altro non comunicano tra di loro se non emettendo uno strano sibilo che però si tramuta istantaneamente nella lingua locale nel momento in cui si trovano di fronte ad un essere umano (They apparel and speech is like that of the people and country wich they live […] they speak but little and that by way of whistling)". Ma il reverendo Kirk ci tiene ad illustrare anche il loro sistema filosofico. Essi non credono in nessun Dio e non hanno una religione. La loro filosofia si basa sulle seguenti idee: niente può morire; tutte le cose si evolvono ciclicamente in modo che ogni volta si rinnovano e migliorano; il movimento è l’unica legge che regola l’universo. Molte altre sarebbero le cose da dire su questo intrigante trattato, ma forse è bene lasciare il piacere della ricerca e della scoperta come sempre al lettore.
In ogni caso l’opera di Kirk, sia che venga considerata solo un semplice affresco delle tradizioni popolari della Scozia del XVII secolo, sia che venga utilizzata, come già fece il celebre fisico e ufologo francese Jacques Valleé, per interpretare alcuni dei moderni casi di "incontro ravvicinato" con esseri extraterrestri, resta una pietra miliare per lo studio del folklore nordico, soprattutto perché a partire da essa iniziò il lavoro di tanti altri studiosi delle tradizioni e delle leggende scozzesi. Kirk ebbe infatti il merito grande di spingersi (pur con i suoi mezzi limitati) oltre le credenze del suo tempo per tentare di certificare quella che lui era convinto fosse una realtà da investigare e comprendere e che per la sua epoca era considerata solo una fantasia popolare.
Un esempio di uno spirito, se vogliamo, molto moderno e contemporaneo, che ci stimola a riflettere anche sul modo in cui noi tutti ci rapportiamo a determinate tematiche considerate "di frontiera" dalla scienza ufficiale. In Italia l’opera di Robert Kirk è stata tradotta e pubblicata solo nel 1980 ( Il regno segreto, a cura di Mario M. Rossi,Milano , Adelphi) in un'edizione che però non tiene in alcun conto l'ipotesi ufologica e che quindi non riesce a "leggere" in questa chiave alcune sfumature dell'indagine compiuta da Kirk. Consiglio dunque di leggere, se possbilie, il testo di Kirk in una delle edizioni pubblicate in lingua originale, per esempio quella gratuitamente disponibile su internet all’indirizzo http://www.sacred-texts.com/neu/celt/sce/ .
 
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