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Roswell: quando gli scienziati raccontano

26 Novembre 2011 00.56 - Di: Sheenky - Fonte: Centro Ufologico Ionico

Ufologia / Notizie :: Roswell: quando gli scienziati raccontano

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 Quello che vi presentiamo di seguito è un articolo elaborato dal dottor Pierre Laird, ricercatore ufologico razionale francese.

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Quello che vi presentiamo di seguito è un articolo elaborato dal dottor Pierre Laird, ricercatore ufologico razionale francese. Nato nel 1965, risiede a Bourges. Dopo aver ottenuto la laurea in Inglese presso l'Università François Rabelais di Tours, si è iscritto presso l'Università Paris IV Sorbonne Nouvelle, dove ha ottenuto un Master in lingua inglese nei primi anni 2000 con una tesi sull'incidente di Roswell. Si definisce scettico, ma aperto e curioso ed ha letto libri scritti da Joseph Allen Hynek, Curtis Peebles, Jacques Vallée, Kevin Randle, Jerome Clark, David Jacobs (nel 1975). Secondo Pierre Laird, questi sono libri che offrono ampie prospettive da un punto di vista storico e sociologico.
Buona lettura.


In molti di noi è capitato, almeno un giorno della nostra vita, di aver sentito o letto di storie incredibili da parte di persone aventi a che fare con studi molto avanzati. L'argomento degli oggetti volanti non identificati, degli extraterrestri e, soprattutto, dell'enigmatico caso di Roswell riemerso a galla negli anni 80 del secolo scorso, non fa eccezione. Mi sono sovente interrogato su questo fatto, senza giungere ad una o più conclusioni soddisfacenti. Inoltre, ci sono molti esempi che illustrano questa situazione. Essere consapevoli del rigore, dell'imparzialità e delle esigenze del ragionamento scientifico non implica di diffondere storie molto difficilmente credibili.

Questo avrebbe detto Hynek
La fine della trasmissione televisiva di Vincent Gielly, dal titolo "OVNIS: le secret américan", diffusa su "France 2" il 9 settembre 2011, contiene una informazione completamente inedita. Jennie Zeidman, stretta collaboratrice di Joseph Allen Hynek per alcuni decenni, ci rende partecipi di una confidenza fatta dal celebre astrofisico. Alla fine del mese di ottobre del 1973, Hynek partecipò ad un pranzo che si tenne nell'Ohio, nel corso del quale gli fu domandato se era vero che dei corpi extraterrestri erano custoditi a Wright Field. Una ondata di avvistamenti di UFO era allora riportata negli Stati della costa est e nel sud degli Stati Uniti. Il CUFOS (Center for UFO Studies) ha riportato recentemente, per quel periodo, più di 1.500 osservazioni. "Non lo so", rispose Hynek. Poi si rivolse verso Zeidman e gli sussurrò: "Ma se ciò è vero, sono a Holloman, Nuovo Messico". Zeidman gli pose due domande su di un foglio di carta: quando il caso di Holloman ebbe luogo? Chi ve ne ha parlato? Hynek scrisse "1962" e "l'Air Force". Alla fine del documentario, il testimone precisa che non hanno mai più affrontato l'argomento. Il "segreto" del titolo è in realtà quello dello scienziato americano.



Un'altra fonte riporta ugualmente un'altra confidenza di Allen Hynek. Joe Lewels, un tempo professore di giornalismo e direttore della Facoltà di Comunicazione di Massa all'Università del Texas a El Paso, è l'autore di "The God Hypothesis: Extraterrestrial Life and its Implications for Science and Religion" pubblicato nel 1997. Un giorno del 1976, Allen Hynek fu invitato a relazionare ad una conferenza sugli UFO nel campus di El Paso. Lo stesso giorno, è anche intervistato dalla stazione radio dell'Università, KTEP-FM. Qualcuno lo dovrà ricondurre nel tardo pomeriggio all'aeroporto e Joe Lewels si offre immediatamente volontario. Durante il tragitto, il giovane studente è impressionato e Hynek accetta la conversazione: "noi abbiamo bisogno di gente come te nella nostra organizzazione. Saresti interessato ad aderire al CUFOS e diventare un nostro rappresentante per la regione di El Paso?" Lewels allora risponde: "sono lunsigato dalla vostra proposta e vorrei riflettere prima su ciò". A sua volta, gli fece una domanda senza dubbio preparata in anticipo: "ditemi dottor Hynek, c'è qualcosa, una informazione, che voi non avete potuto divulgare nel corso della conferenza e dell'intervista? Ci sono aspetti del fenomeno, che voi pensiate, non possano essere rivelati al pubblico attualmente?" Lewels scrisse così nel 1997:

il dottor Hynek aggrottò la fronte, pensando con precauzione alla sua risposta. Dopo un lungo silenzio, guardò Lewels al di sopra dei suoi occhiali, fece un profondo respiro e disse: "è altamente confidenziale perchè è qualche cosa che non si può provare". Si fermò di nuovo come se pesasse bene ogni parola: "conosco un colonnello dell'Esercito che non ha voluto essere identificato e che giura che i nostri militari abbiano catturato un disco volante schiantatosi nel 1947 a Roswell, Nuovo Messico, giusto tre ore di strada da qui". Fece ancora una pausa, cercando sul mio viso un segno di reazione a questa informazione esplosiva. Evidentemente impressionato dall'origine dell'informazione, gli dissi: "ho sentito parlare di questo caso, ma non ho alcuna idea se ciò sia vero". Fu, apparentemente, soddisfatto da questa risposta e continuò: "e non è tutto. Egli giurò che furono trovati dei corpi". Attese ancora una volta la mia risposta. Ma, questa volta, fui completamente stordito, potei solo guardarlo attraverso i grandi occhi rotondi.

Che pensare di queste rivelazioni indirette? Partendo dal presupposto che le cose sono accadute come i due protagonisti hanno detto, le domande sono naturalmente numerose. Così, nel primo caso perchè Zeidman e Hynek non hanno più discusso della questione insieme? Perchè, nel secondo caso, l'ex consigliere della US Air Force fece delle rivelazioni anche "esplosive" ad un perfetto sconosciuto nel suo campo, facile da immaginare, molto sensibile?

Un resoconto dell'astrofisico francese Jean-Pierre Petit



Il nostro secondo esempio concerne l'astrofisico Jean-Pierre Petit, ex direttore di ricerca al CNRS francese, il cui percorso professionale è davvero impressionante. E' noto per essere l'autore di "OVNIS et Armes Secrètes américaines" pubblicato nel 2003. Egli raccontò, nel corso di un colloquio sulla "propulsione avanzata" a Brighton, in Gran Bretagna, agli inizi dell'anno 2001, di due scienziati americani, Joe Black e Harold Penninger (si tratta certamente di pseudonimi) che lo resero partecipe di rivelazioni abbastanza sorprendenti. Al capitolo 4, Relitti Extraterrestri, Jean-Pierre Petit, relaziona sul colloquio avuto con i due uomini e scrive:

- nel 1961, si dava ancora importanza su quello che noi potevamo cercare di comprendere qualcosa sugli UFO. Eppure, già lo avevamo.

- Volete dire che avevate un relitto?

- Molti, ma nel 1961 la MHD (ndr Magneto Idro Dinamica) non esisteva ancora come soluzione per la propulsione. Nessuno aveva la minima idea su come queste macchine potessero funzionare. E, bisogna comunque dire, che pochissime persone avevano accesso a ciò e questo non ci ha aiutato. Io non gli ho mai visto personalmente.

- Aspetta, ripeto ciò che ho detto prima. Confermate di avere, voi Americani, recuperato dei relitti di UFO?

- Quando ci fu quel grande colpo di fulmine che mise al tappeto una frotta che venne a sorvolare la nostra base di bombardieri nucleari.

- Di questa storia di Roswell, voi avete in mano la prova concreta che gli UFO sono di origine extraterrestre?

Black interviene:

- Da prima! Ho visto un filmato girato nel 1945 dove abbiamo visto delle "mana ships" (navi madre) che passeggiavano tranquillamente in Germania a metà dei "box" (disposizioni in "scatola" destinate ad aumentare il fuoco delle mitragliatrici contro gli aerei da caccia nemici) delle fortezze volanti. Queste cose a forma di disco, i cui dettagli erano perfettamente visibili, erano grandi quanto i nostri B-17 (bombardieri quadrimotori americani). Ma, naturalmente, ci sono voluti anni affinchè venissimo, gradualmente, messi al corrente. Personalmente, io non ho mai visto i corpi, nè tantomeno i relitti, Harold neppure, ve l'ho detto. Ci hanno, soltanto, fornito delle informazioni tecniche.

Lo ammetto, ciò mi ha tagliato la masticazione.

Effettivamente lo studioso francese non può che essere stupito! Le fonti, questa volta, sono semi-dirette provenienti da individui di un livello intellettuale di pari livello; l'impressione doveva essere forte. Si può sempre sostenere che il caso non è esplicito quando è riferito al caso Roswell oppure perchè l'autore è conosciuto per le sue implicazioni nell'Ufologia. Ma ci rendiamo conto che prima di pubblicare queste informazioni, doveva prendersi cura di verificare chi erano Joe Black e Harold Penninger. Può essere che egli pensasse di essere stato oggetto di una manipolazione concernente la magnetoidrodinamica, una tecnologia di propulsione ritenuta essere molto promettente e, dunque, a sviluppo d'urgenza per i ricercatori francesi (destinando, necessariamente, fondi considerevoli). In questa ipotesi, perchè avrebbe proposto una storia che fa sorridere e, soprattutto, che lo discredita? Nella guerra economica tra nazioni occidentali, i congressi scientifici sono il luogo privilegiato per la disinformazione. Questo ricorda troppo la citazione di Winston Churchill (1874-1965) che disse in tempo di guerra, "la verità è così preziosa che dovrebbe, ogni giorno, essere protetta dal baluardo di menzogne".

Una storia del comico americano Jackie Gleason



Un esempio per il grande pubblico e che pone generalmente la questione dell'interesse che una persona possa portare a fare delle dichiarazioni inverosimili. Mentre la storia che segue apparve all'interno di un tabloid americano, in questo caso "News Extra", essa è molto interessante e sorprende sotto due aspetti. Da un lato, si tratta di un tema predominante nell'Ufologia statunitense degli anni 80 del secolo scorso; dall'altro lato, uno dei due protagonisti, ma non meno importante, era vivo quando la storia fu pubblicata. L'articolo, "Una rivelazione choc di Jackie Gleason: io ho visto dei cadaveri extraterrestri all'interno di base aerea segreta", fu pubblicato il 14 luglio 1987. Ricordiamo il contesto ufologico del periodo. A fine maggio, gli ufologi William Moore e Stanton Friedman, assieme al produttore televisivo di Los Angeles, Jaime Shandera, resero pubblico l'esistenza del Majestic 12, un gruppo civile-militare "Ultra Segreto", si suppone, responsabile di tutte le operazioni di recupero UFO e di corpi extraterrestri e, ovviamente, quelli trovati a Roswell, nel Nuovo Messico, nel luglio del 1947. Ma ben presto, l'autenticità di questi documenti fu fortemente messa in discussione. L'attualità politica è dominata, in quel periodo, dal caso Watergate che durò circa un anno.

Il 14 luglio, il titolo dell'articolo figura in prima pagina per poi essere ripreso nelle pagine interne. Jackie Gleason (1916-1987) fu un attore, ma anche un comico, produttore ed animatore televisivo molto conosciuto negli anni compresi tra il 1950 e il 1960. Era anche soprannominato "The Great One" a causa delle sue tante doti ed ebbe conoscenze con diversi uomini politici, tra cui il presidente Richard Nixon (1913-1994). Nel 1973, Gleason si sarebbe recato alla base aerea di Muroc in California sotto speciale autorizzazione di Nixon e avrebbe visto i corpi mostruosi di tre extraterrestri. Dopo aver oltrepassato una serie di posti di blocco ed aver soddisfatto ad una serie di misure di sicurezza molto severe, Gleason sarebbe entrato in un laboratorio di ricerche sotterraneo.

Beverly McKittrick, moglie del comico dal 1970 al 1974, raccontò che una sera tornò tardi, pallido ed esausto, mentre al solito era sorridente e pieno d'energia.

"Cosa ti è successo Jackie?", gli chiese. "Sembra che tu abbia visto un fantasma".

"Peggio di un fantasma, Beverly", spiegò Gleason. "Molto peggio. Ho appena visto i corpi di tre extraterrestri morti. E' stata una visione incredibilmente dura dal sostenere".

"Non era più che a qualche metro da me. C'erano tre corpi su un tavolo da laboratorio. Misuravano circa 60 centimetri e la loro pelle aveva l'aria di essere ruvida e d'aspetto rugoso come quella di una lucertola".

"Avevano delle piccole teste e le loro orecchie sembravano gommose e umide...e di colore grigiastro-rosa. Non riuscivo a guardarli, ma da altra parte, non ho potuto rivolgere la mia attenzione altrove".

Beverly McKittrick, scettica, cominciò a fargli molte domande e Gleason si murò nel suo silenzio. Più o meno nell'articolo, si apprende che l'uomo televisivo chiese alla sua sposa di mantenere un silenzio assoluto sul caso e che non gli ha mai confermato di aver visto i corpi, rifiuta decisamente di smentire. Una fonte vicina ai rapporti di coppia riferisce che Gleason fu molto agitato dal suo rientro dalla base aerea e che "nel parlare, era tutto un corpo di sudore freddo e si rifiutò di dire di più".

In questo esempio, possiamo facilmente pensare che si tratti di una bufala, il recupero di una buona storia in un momento in cui l'attualità ufologica era particolarmente affollata. Ma ci domandiamo perchè e per quale motivo questa storia fu pubblicata? Per far vendere, ovviamente! Ma questa risposta non è un pò troppo ovvia? Molto strane, alcune frasi dell'articolo: " gli amici di The Great One sperano che dirà di più sui dettagli incredibili di quello che lui vide nel corso di quella notte del 1973 e che non dimenticherà mai", indicando che il suo autore non sapeva che Glease morì il 24 giugno 1987. Qualunque fosse il pensiero, in ogni modo, l'ex presidente non avrebbe risposto su questo tipo di argomento.
Sin dagli albori dell'umanità, gli esseri umani sono affascinati dai misteri del cielo e dello spazio, i poteri inesplicabili della sua mente o gli enigmi del suo passato. Ai nostri giorni, l'ambiente paranormale dell'uomo moderno non è meno denso: UFO, extraterrestri, fine del mondo nel 2012, esperienze di pre-morte, eccetera...In queste aree dove il mistero regna da padrone, storie presentate come autenticamente rilevanti, sono sovente relegate nella pseudo-scienza o nella pseudo-storia. Nonostante una conoscenza, a volte, molto approfondita dei rigori della metodologia scientifica, noi accettiamo la realtà di alcuni fenomeni bizzarri. Chi non si è mai posto un giorno la domanda "e se fosse vero?" e leggendo, per esempio, "La Vita dopo la Vita" del dottor Raymond Moody (1975) o "Missing Time" di Budd Hopkins (1981)? Una cosa è avere una mente aperta e curiosa e un'altra cosa è cedere all'irrazionale.
Negli Stati Uniti, nel corso dell'anno 1997 l'insieme dei media, composti da stampa, radio, televisione o internet, diede un grande spazio al cosiddetto "incidente" di Roswell, avvenuto 50 anni prima a nord-est di una piccola cittadina del Nuovo Messico. Tra i numerosi libri pubblicati in quell'anno dell'anniversario, il più controverso fu "Il Giorno dopo Roswell" di Philip Corso. L'editore, molto saggio e perspicace, pubblicò un opera intelligentemente elaborata (inverosimile e con multiple assurdità, con affermazioni senza alcuna realtà storica) per avviare e intrattenere delle polemiche e dei dibattiti accesi, sinonimo stesso di vendita e pubblicità. Perchè sospettare che l'autore in particolare, veterano della Seconda Guerra Mondiale ed ex ufficiale superiore della US Army, di un disegno unicamente commerciale? Perchè nel corso del decennio, il numero dei "testimoni", ex militari che "erano lì"o altre persone "che sapevano qualche cosa", si sono fatti vivi?

In risposta alla domanda sul perchè raccontano delle storie incredibili, ci sono due scenari da considerare. Da una parte, le situazioni o certi individui sono vittime di ricordi illusori e di altre distorsioni della memoria e, per esempio, possono esagerare il loro ruolo. Uno dei più eminenti psicologi, Daniel Schacter, professore all'Università di Harvard, parla del "potere fragile della memoria". Dall'altra parte, situazioni o persone che mentono senza ritegno. Per quanto concerne il caso di Roswell, tra i nomi che mi vengono in mente c'è quello di Gerald Anderson o quello di Steve MacKenzie e di Jim Ragsdale, le cui testimonianze di trovano rispettivamente in "Crash at Corona: the U.S. Military Retrieval and Cover-Up of a UFO" e in "The Truth about the UFO Crash at Roswell (1994)".

Traduzione a cura di Antonio De Comite
 
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