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EGITTO: LA BUFALA DEL RAZZO

9 Luglio 2012 03.35 - Di: Sheenky - Fonte: Eclisseforum

Non solo UFO / Archeologia e storia misterica :: EGITTO: LA BUFALA DEL RAZZO

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 Le barche dei milioni di anni e la bufala del razzo

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La rivista Hera n.16 del aprile 2001 riporta un articolo con la testimonianza di un certo Michele D’Alessandro che afferma di aver fotografato su una parete di una tomba egizia la raffigurazione di un razzo. Riporto di seguito alcuni stralci dell’articolo.

Le barche dei milioni di anni

«Nella testimonianza di un archeologo italiano il racconto di un incredibile documento inciso tra i muri di un tempio minerario nubiano. Si tratta di una delle mitologiche “barche degli Dei” oppure un incisione ispirata da qualcos’altro?

Abbiamo deciso di pubblicare quest’articolo in quanto, sebbene l’argomento sia controverso, il bassorilievo al centro del tema esiste realmente. Ne fece menzione già Alberto Fenoglio nel 1980 nel suo “I Misteri dell’Antico Egitto” (MEB)



ma mai sino ad ora era stato fotografato e presentato su una rivista specializzata. Si tratta di un’esclusiva assoluta. Al di là delle opinioni del noto egittologo, presentate attraverso l’autore dell’articolo, che possono essere condivise o meno, l’anomalia che esso rappresenta richiede una spiegazione. Lasciamo a ciascuno di voi la propria idea assicurando, quale redazione, di approfondire direttamente e personalmente la questione appena possibile.»


Prendiamo poi l’Introduzione di Michele D’Arcangelo:

«Sull’Egitto antico, dal Periodo Protodinastico al Periodo Greco Romano, sono state scritte tante cose, più o meno credibili. Naturalmente ciò non significa che in quasi duecento anni, dalla conquista di Napoleone dell’Egitto ai giorni nostri, non siano stati compiuti notevoli progressi nell’interpretazione delle tradizioni, del linguaggio e della storia di questo popolo che ha preceduto la cultura ellenica e latina di almeno tremila anni. Resta comunque una gran quantità di interrogativi tra i quali, come spesso qualcuno si chiede: la preistoria egizia, come quella del resto dell’umanità, fu aiutata da gente proveniente da altri pianeti? é un’ipotesi fantascientifica ma possibile. Seguiamo il racconto fattoci da un noto archeologo/egittologo italiano che chiameremo con un nome fittizio, per la sua volontà di mantenere l’anonimato, il quale due anni fa durante un viaggio esplorativo nelle miniere aurifere del Kush (Nubia), l’attuale Sudan, trovò qualcosa che gli fece trarre alcune interessanti conclusioni. Ecco dunque l’affascinante narrazione dei fatti.»


Ma chi è questo Michele D’Arcangelo? Sulla rivista viene descritto come:

«Giornalista, scrittore, egittologo, autore di libri di grande successo come gli ultimi due volumi in versi: “Il Paradiso è all’Ombra delle Spade” (italiano-arabo) edito da Swam, e “Te Canto Palestina” (Spagnolo-arabo), edito da Mondatori, venduti in oltre 4 milioni di copie.»


Michele D’Arcangelo descrive un suo viaggio in Egitto del 1997, precisamente nei pressi di un antica miniere d’oro della Nubia   per visitare un tempio sotterraneo, il giorno prima della visita il suo accompagnatore gli disse:

«Mister la miniera che visiteremo domani è stata abbandonata già in periodo Saitico e riaperta da un gruppo di archeologi americani solo due anni fa. Dopo la scoperta che hanno fatto, sono arrivati sul posto alcuni alti ufficiali dell’Air Force che si sono immediatamente premurati di consigliare al nostro Governo di non fare visitare quel sito da nessun turista, anzi, di tenerlo ben sigillato e sotto controllo…l’opinione pubblica non doveva sapere…»


D’Arcangelo descrive poi in questo modo il giorno della sua visita al misterioso tempio:

«Dopo una trentina di metri raggiungemmo una grotta. Le pareti dell’ipogeo erano dipinte con scene mitologiche e figure di Per-‘aow (faraoni) della XII dinastia.»

«Poco dopo sbucammo in un pianerottolo ingombro di oggetti che avrebbero fatto la gioia di qualunque museo, invece erano li e chissà per quanti decenni ancora ci sarebbero rimasti.»

«Il corridoio finiva in uno stanzone con molte camere ai lati: le dimore dei sacerdoti del Tempio sotterraneo. Un’arcata separava quella cavità da un’ampia sala colonnata con nel mezzo le statue in trono, scolpite nel granito nero, Wsir (Osiride), Aset (Iside) e Hor (Horus).»

«… puntò la sua torcia verso un architrave quadrangolare che sovrastava una falsa porta, Ciò che vidi mi lasciò allibito. Un rilievo a incavo, dove i contorni delle figure erano scavati nella superficie non asportata, rappresentava, stilizzato, un lungo cilindro puntiforme con alettoni alla base; il disegno perfetto di un vero e proprio missile, attorno al quale c’erano alcuni uomini che non vestivano all’egiziana.



Era quanto di più sorprendente mi fosse capitato di vedere nella mia carriera di archeologo. La realtà superava ogni più fervida fantasia e migliaia d’anni di buio storico sulle origini della civiltà, si schiarivano d’incanto…Bastava quel rilievo per dimostrare inconfutabilmente che l’uomo non si era evoluto da solo ma che qualcuno lo aveva preso per mano e gli aveva insegnato ciò che non poteva sapere.»


Molte persone ritengono credibile quell’immagine, non ultimo Mauro Biglino che ne riporta una riproduzione nel suo libro Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia:



Basterebbe già la rappresentazione in “forma moderna” degli omini alla base del razzo a destare più di un sospetto di contraffazione, ovviamente per le persone che “vogliono credere” a queste cose non ce prova che possa dimostrare il contrario, chi invece ha un minimo di spirito critico potrà apprezzare la prova incontrovertibile riportata in seguito che la foto col razzo è un falso.
Tempo fa partecipai insieme ad alcuni amici del forum EgiTToPhiLìa alla soluzione del presunto mistero del razzo. Un utente esperto scoprì che l’immagine contraffatta fu presa dal Cultural Atlas of Ancient Egypt, di cui abbiamo una traduzione italiana del ed. 1980, Egitto – Atlante del mondo antico della De Agostini. Essa riproduce una parte della tomba ubicata a Saqqara del sovrintendente dei sacerdoti puri e ispettore dei cantori Nefer risalente alla V dinastia.
Ecco l’immagine originale:



al confronto con la bufala:

 
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