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IL MESSAGGIO DI ORIONE

29 Luglio 2012 03.25 - Di: Sheenky - Fonte: Articolo di Paolo Brega

Non solo UFO / Archeologia e storia misterica :: IL MESSAGGIO DI ORIONE

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 La costellazione di Orione, insieme di stelle dall’inconfondibile disegno, sembra aver affascinato da sempre l’uomo

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La costellazione di Orione, insieme di stelle dall’inconfondibile disegno, sembra aver affascinato da sempre l’uomo: Sumeri, Egizi e Cinesi attribuivano ad essa un significato particolare. In cielo Orione è raffigurato che affronta la carica del Toro sbuffante della costellazione confinante, nonostante il mito di Orione non faccia nessun riferimento a un tale combattimento. In ogni caso, la costellazione nacque con i Sumeri, che videro in essa il loro grande eroe Gilgamesh che combatteva contro il Toro del Cielo. Il nome sumero di Orione era URU AN-NA, che significa luce del cielo. Il Toro era GUD AN-NA, toro del cielo.
Gilgamesh era l'equivalente sumero di Eracle, il che ci porta a un altro rompicapo. Essendo il più grande eroe della mitologia greca, Eracle merita una costellazione della brillantezza di questa, ma in realtà gli è assegnata una zona di cielo molto più scura. è possibile, allora, che Orione in realtà altro non sia che Eracle sotto mentite spoglie? Potrebbe essere, se si pensa che una delle fatiche di Eracle fu quella di catturare il toro di Creta e che in cielo è raffigurato un combattimento tra Orione e il Toro.


In questa illustrazione, tratta da Uranographia di Johann Bode, Orione solleva il bastone e lo scudo per difendersi dalla carica del Toro sbuffante. La sua spalla destra è segnata dalla stella lucida Betelgeuse, e il suo piede sinistro da Rigel. Tre stelle in fila formano la sua cintura.

Come descritto nel mito Eracle, dopo aver catturato il Toro e averlo cavalcato attraversando le acque che separavano Creta dal continente, raggiunse la Città dei Ciclopi [Atlantide? ndr] e a loro consegnò l’animale.
Ecco la traduzione del mito secondo Alice A.Bailey, nata Alice LaTrobe Bateman (Manchester, 16 giugno 1880 – New York,15 dicembre 1949), saggista, esoterista e studiosa di teosofia britannica.   La Bailey affermò che la maggior parte delle sue opere le erano state dettate telepaticamente da un «Maestro di Sapienza», chiamato anche «il Tibetano» e in seguito identificato con Djwhal Khul ritenuto un maestro anche della Blavatskij.

“Da solo Ercole cercò il toro, da solo lo inseguì fino alla sua tana, da solo lo catturò e lo montò. Intorno a lui stavano le sette Sorelle [le Pleiadi? ndr] che lo spingevano a procedere e, nella luce splendente, egli cavalcò il toro attraverso l’acqua scintillante, dall’isola di Creta fino alla terra dove dimoravano i tre Ciclopi [Atlantide? ndr].
Questi tre grandi figli di Dio attendevano il suo ritorno, seguendo il suo progredire attraverso le onde. Ercole cavalcò il toro come se fosse un cavallo e, accompagnato dal canto delle Sorelle, si avvicinò alla terra.

Ercole si avvicinava, incitando sul Sentiero il toro sacro, proiettando la luce sul sentiero che va da Creta al Tempio del Signore, nella città degli uomini dall’occhio singolo. Sulla terraferma, al limitare dell’acqua, stavano tre ciclopi che afferrarono il toro, così togliendolo ad Ercole.”

Il ciclope è una figura della mitologia greca; è il discendente di un'antica razza di giganti [Anunnaki? Ndr], caratterizzati dalla presenza di un solo occhio, anche se ciò contrasta con le prime descrizioni ove l’unico occhio è il solo tenuto aperto dei tre presenti sul loro volto.


Il "terzo occhio", simbolo di Conoscenza nel significato più profondo del termine, è nelle filosofie orientali il presupposto dell'"intuito" e della "chiaroveggenza". Esso è situato nel centro della fronte leggermente sopra le sopracciglia. E' collegato al sesto chakra e alla ghiandola pituitaria o ipofisi, anche se è comune credere che la ghiandola pineale o epifisi sia la ghiandola del terzo occhio. Attualmente possiamo dire che la pineale è una ghiandola in letargo, dovuto al suo inutilizzo negli ultimi millenni da parte dell'uomo.
Tramite di esso è possibile rivivere in pieno una propria vita passata, ma anche vedere quella di altri. E' possibile sapere e vedere che cosa fanno, pensano e dicono le altre persone, restando però nella più completa discrezione. E' possibile fare un "volo astrale". Con il terzo occhio è inoltre possibile praticare la magia nera, come malocchio, fatture, malefici, stregoneria, ecc., e la magia bianca, come sciamanesimo, guarigioni miracolose sia fisiche che astrali, esorcismi, ecc. Il suo uso non sempre però necessita di un essere pienamente consapevole, a volte il soggetto opera usando l'intuizione unita alla grande pratica acquisita nel tempo. Una coscienza involuta usa la veggenza per operare la magia nera, altresì, una coscienza evoluta la usa per operare quella bianca.
Anche nel Vangelo vi è un accenno al terzo occhio.

"La lucerna del tuo corpo è il tuo occhio. Se il tuo occhio è sano, tutto il tuo corpo sarà luminoso. Ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo (astrale) sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande e nera sarà la tenebra!" (Matteo 6,22-23)

L’importanza del terzo occhio e lo studio dei suoi significati esoterici profondi assume importanza rilevante negli studi teosofici di Helena Blavatsky (1831-1891), fondatrice della “Società Teosofica” a New York nel 1875. La sua opera massima, La Dottrina Segreta, venne pubblicata nel 1888 ed ebbe un forte impatto in tutto il mondo. La sua influenza su Adolf Hitler e i nazisti, che viene praticamente trascurata dagli storici, alterò completamente il corso del 20 ° secolo. Notare la svastica sul logo della sua organizzazione:


Ignorando il concetto biblico che “Dio creò l’uomo in sei giorni”, la Blavatsky affermò l’antichità, il primato, e l’universalità della cosiddetta dottrina della “caduta dell’uomo e la sua discesa nella materia”, che costituisce la radice della dottrina di gran parte del pensiero orientale (Induismo, Buddismo), della filosofia greca e dei moderni circoli esoterici occidentali.
Essa insegna che sotto la carne gli uomini e le donne sono degli “dei” o “anime eterne” cadute nel “mondo materiale” dalla nostra più alta “casa spirituale” alla quale l’anima dovrà poi fare ritorno. Durante la sua discesa, anima ha dovuto indossare una “veste” cioè il corpo fisico, in questo modo non è più riuscita a riconoscere la sua natura eterna e spirituale.

“Non hai un’anima. Tu sei un’anima. Hai un corpo. “
-C.S. Lewis
“L’uomo è un dio nel corpo di un animale secondo la filosofia antica …”
-Dr. Alvin Boyd Kuhn

Secondo la Blavatsky, la caduta dell’anima è una conoscenza andata salvata dal cataclisma che distrusse l’antica e potente civilità di Atlantide. Come sappiamo il filosofo greco Platone citò per primo Atlantide nel IV secolo a.C., riferendosi ad essa come ad un’isola ormai sommersa che un tempo fioriva nell’oceano Atlantico.
Platone sostenne che gli Atlantidei possedevano una altissima religione spirituale, che permetteva loro di “vedere” la loro divina ed eterna “anima” all’interno del corpo fisico. Secondo lui, vedendo la propria ‘”anima interna” gli abitanti di Atlantide ebbero la possibilità di sfruttare dei poteri superiori, finchè lentamente la loro parte umana prese il sopravvento su quella divina.
Parte divina certamente riconducibile alla simbologia del ‘Terzo occhio’ induista che ritroviamo nei Ciclopi del mito di Ercole così come descritto precedentemente.
La Blavatsky vide, nei miti del diluvio, leggende parallele su una catastrofe globale che costrinsero l’uomo e la civilità a ricominciare da capo, un pallido ricordo dell’affondamento di Atlantide.   Da questa catastrofe si generò una digressione totale, non solo culturale, che implicò una vera e propria involuzione della razza atlantidea stessa. La capacità Atlantidea di “mantenere la visione” della loro “anima interna” andò perduta. E’ rimasta solo l’”idea” di anima eterna che si è mantenuta fino ai giorni nostri. Nel corso dei millenni, la razza atlantidea si estinse; la Blavatsky sostenne che essa fu rimpiazzata da quella ariana.

“I Greci, che sono ariani, attribuiscono le loro origini alle persone che si salvarono dal diluvio, così come fecero altre razze di origine ariana … qui troviamo un’altra prova del rapporto tra Ariani e il popolo di Atlantide .. i Greci, una razza ariana, nelle loro tradizioni mitologiche, mostrano la più stretta relazione con Atlantide … Abbiamo visto che il re di Atlantide, la cui tomba può essere vista a Creta, fu trasformato nel dio greco Zeus. “
-Ignatius Donnelly, Atlantis: The Antediluvian World, 1882

Gli Atlantidei erano più alti di noi, ma persero la loro imponente statura non appena la loro spiritualità cominciò a vacillare. La seconda e più significativa mutazione impedì alla nuova razza ariana di “vedere” lucidamente l’”anima interiore.” Questo lasciò i suoi moderni discendenti, incapaci di vedere e riconoscere la propria divinità interiore. La Blavatsky riteneva che gli Atlantidei possedessero questa capacità un tempo, grazie all’esistenza di un enigmatico organo luminoso, all’interno del cervello, chiamato “occhio ciclopico” o “Terzo Occhio”.
Sulla fronte, al centro vi sarebbe una strana ma affascinante appendice. Come i nostri due occhi vedono all’esterno e al mondo materiale, questo unico occhio vede all’interno, alle questioni spirituali, all’anima. Quando gli abitanti di Atlantide involvettero in Ariani, il Terzo Occhio si atrofizzò.
La Blavatsky scrisse:

“… Il “terzo occhio”, una volta, era un organo fisiologico che, in seguito, a causa della progressiva scomparsa della spiritualità e dell’aumento del materialismo si atrofizzò”.
- Helena Blavatsky, La Dottrina Segreta, 1888

Anche se atrofizzato, la Blavatsky insisteva nel dire che come i nostri antenati di Atlantide, noi uomini moderni, potevano ancora accedere a questo organo; alcuni scienziati all’inizio del 19 ° e del 20 ° secolo lo identificarono nella ghiandola pineale, descritta nel seguente modo:

“Una piccola … appendice conica presente nel cervello di tutti i vertebrati craniati che in alcuni rettili ha la struttura essenziale di un occhio … è ritenuta un terzo occhio rudimentale, un organo endocrino, o la sede dell’anima …”
- Webster’s Ninth New Collegiate Dictionary
Il filosofo francese René Descartes (1596-1650) chiamò la ghiandola pineale la “sede dell’anima”, “Occhio singolo” e “Terzo Occhio”.

Torniamo a questo punto alla costellazione di Orione e alla sua “battaglia” celeste contro il Toro questo punto è interessante rilevare come Orione sia molto utile per trovare altre stelle. Estendendo la linea della Cintura verso sudovest, si può trovare Sirio (α Canis Majoris); verso nordest, Aldebaran (α Tauri), appunto la stella più luminosa della costellazione del Toro.


Su quest’ultima, su Aldebaran, concentriamo per un attimo la nostra attenzione. Sappiamo che Aldebaran viene nominata nelle esperienze di channelling delle donne membro della società Vril, quest’ultima allineata proprio al pensiero teosofico della Blavatsky. La loro guida era la medium della Thule Gesellschaft, Maria Orsitsch (Orsic) di Zagabria, che aveva ricevuto messaggi e disegni dagli Alieni Ariani di Alpha Tauri nel sistema binario di Aldebaran, distante dalla Terra 65 anni-luce.
Questi Alieni avrebbero visitato l'Antica Agade, portandovi la civiltà che avrebbe poi prodotto l'Impero Accadico, il primo immenso impero della Storia, guidato da Sargon I, detto il signore delle quattro parti del mondo. Il termine Vril, infatti, deriverebbe dal termine accadico "VRI-IL" (Simili a Dei).
Nel Dicembre del 1919 una ristretta cerchia di persone della Vril Gesellschaft si riunirono in una foresteria a Ramsau, nei dintorni di Berchtesgaden. Tra loro vi erano 2 medium: Maria Orsic, croata, che aveva incontrato Haushofer a Vienna nel 1917 insieme al Barone Rudolf Von Sebottendorf, ed un certo Sigrun.
Essi ricevettero per via telepatica un messaggio in un codice segreto usato dai Tempari, che essi peraltro ignoravano. Dopo la decodifica si comprese che si trattava di indicazioni per costruire una "macchina volante" od una "macchina del tempo". Tale messaggio giungeva proprio dalla Stella Aldebaran.
Curiosamente, il contatto delle medium della Vril non sarebbe stato stato l'ultimo contatto medianico con gli Aldebarani. Il medium Richard Miller afferma di aver ricevuto il 12 marzo 1958 un messaggio telepatico da Kla-La di Aldebaran, il quale avrebbe portato i saluti dalla Luce della sua dimensione.
Se non esistono prove certe dei contatti avuti dalle medium della Vril e dei nazisti con questi fantomatici ariani di Aldebaran altrettanto esistono prove oggettive della devozione delle antiche civiltà nei confronti della costellazione di Orione e, indirettamente, della sua battaglia ‘celeste’ contro il Toro Divino.
Le piramidi di Giza, in accordo con le ricerche di Hancock e Bauval, gli henge di Thornbourugh, tumuli circolari del periodo neolitico scoperti in Inghilterra, il sito archeologico di Tenochtitlan e diversi altri luoghi ricordano infatti l’allineamento con le stelle di Orione.


Assumendo come valida la teoria della retrodatazione delle piramidi e di molti altri siti megalitici misteriosi a un tempo precedente la fine della glaciazione di Wurm, ovvero antidiluviano, la decisione del popolo che abitava il pianeta durante la cosiddetta età dell’Oro di costruire i propri monumenti o edifici in modo che ricordassero la costellazione di Orione era, secondo le conclusioni raggiunte dal Progetto Atlanticus, il modo migliore per celebrare la vittoria di un antico Dio (Orione = Enki) contro la popolazione di Aldebaran rappresentata appunto dal Toro Celeste.
Non sappiamo purtroppo se si trattò di una vittoria “militare”, “politica” o “culturale”.
In ogni caso, di qualsiasi tipo di vittoria si trattò, significa che ancora oggi, ogni volta che guardiamo, pieni di interrogativi, la maestosità delle grandi piramidi, stiamo celebrando la grandezza di Enki, al quale i complessi megalitici allineati alla costellazione di Orione fanno onore, in guerra contro il popolo di Aldebaran, per motivi a noi sconosciuti.
Se questo avveniva è ragionevole pertanto pensare accadesse in un tempo precedente al “Diluvio Universale”. In un secondo momento, nel tardo neolitico (ca. 6000 7000 anni fa) l’esito della “guerra” viene totalmente ribaltato. Storicamente, ciò si ricollega alla soppressione delle società gilaniche, queste nate secondo   il Progetto Atlanticus direttamente su ispirazione dei resti dell’antica civiltà atlantidea fondata da Enki e dai suoi seguaci, da parte delle società indo-europee (ariane) di matrice patriarcale in tarda epoca neolitica, comunque dopo il Diluvio Universale, ovvero la fine della glaciazione di Wurm.
Notevole in tal senso è la ricerca di Marija Gimbutas (Vilnius, 23 gennaio 1921 – Los Angeles, 2 febbraio 1994) è stata un'archeologa e linguista lituana. Studiò le culture del neolitico e dell'età del bronzo della “Europa Antica”, un'espressione da lei introdotta, i cui lavori pubblicati tra il 1946 e il 1971 introdussero nuovi punti di vista nell'ambito della linguistica e dell'interpretazione della mitologia con particolare riferimento alla cultura indo-europea e alla cultura Kurgan.
Questi ultimi principali artefici di ciò che nel libro “Genesi di un Enigma” viene definito come “Riconquista”, concetto in contrapposizione con la “Rinascita” di matrice Enkilita.


Le origini del popolo Kurgan… notare ancora una volta
la vicinanza alla regione del Mar Nero

Ciò offre la possibilità di interpretare sotto una diversa chiave di lettura sia la storia passata sia, soprattutto, la nostra storia recente approfondendo come quanto sopra descritto abbia influenzato le correnti esoteriche occulte di quei movimenti che hanno determinato la storia conosciuta dell’umanità e di coloro che ancora lo fanno.
Un dubbio onestamente ancora ci rimane… Quelle entità con cui entrarono in contatto le medium della VRIL avevano realmente l’obiettivo di portare il nazismo al potere con le nefaste conseguenze che conosciamo? O furono in realtà ingannati, così come le stesse medium, dalla successiva strumentalizzazione del messaggio esoterico ricevuto, da parte dei gerarchi nazisti?
La domanda nasce dal fatto che la presunta e involontaria ‘visita’ fatta agli Ariani da parte dell’ammiraglio Byrd che tutti gli appassionati di misteri certamente conoscono non lasciava presumere malvagità o intenti crudeli nei confronti dell’umanità da parte degli abitanti dell’ipotetico mondo di Agarthi i cui punti di accesso rimangono ancora ignoti.
Che a un livello a noi insondabile Orione e il Toro, Enki e gli Ariani, siano giunti infine a una pace che ancora non è stata recepita al livello materiale in cui viviamo noi esseri umani? Forse solo il tempo ci aiuterà a capirlo.
 
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