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ADDIO A NEIL ARMSTRONG

26 Agosto 2012 01.52 - Di: Sheenky

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: ADDIO A NEIL ARMSTRONG

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 E' morto a 82 anni il leggendario Neil Armstrong, l'uomo che per primo mise piede sulla Luna

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Fonte: http://www.ufoonline.it/2012/08/25/addio-a-neil-armostrog-morto-il-primo-uomo-che-mise-piede-sulla-luna/

E' morto a 82 anni il leggendario Neil Armstrong, l'uomo che per primo mise piede sulla Luna, il 20 luglio del 1969. Armstrong, comandante della missione Apollo 11, aprì di fatto una nuova pagina della storia dell'esplorazione spaziale, lasciando il mondo intero col fiato sospeso in attesa del grande evento.
Il modulo lunare 'Eagle' sbarca sulla superficie del nostro satellite per una missione fino a poco tempo prima da pura fantascienza.   

Nella storia rimarranno per sempre le sue parole: "E' un piccolo passo per l'uomo, ma è un grande passo per l'umanità".

L'operazione al cuore e l'Addio
I primi di agosto Armostrong era' stato sottoposto ad un'operazione al cuore per l'impianto di bypass, e il suo decorso post-operatorio andava benone .
In quei giorni, il numero uno della Nasa, Charles Bolden, ha scritto sulla pagina Facebook dell'agenzia spaziale Usa: 'Armstrong e' un vero eroe americano'',   il suo ''spirito pionieristico gli sara' utile in questo momento difficile e l'intera famiglia della Nasa ha la sua famiglia in cima ai propri pensieri e nelle preghiere''. Uno spirito pionieristico che lo ha portato a compiere quello che lui stesso defini' ''un piccolo passo per un uomo, un balzo per l'umanita''', quando, come comandante della storica missione Apollo 11, il 20 luglio del 1969 scese dalla scaletta del modulo 'Lem' sul suolo lunare.
L'ex astronauta viveva con la moglie nei pressi di Cincinnati. L'iconica impronta del piede di Armstrong impressa nel pulviscolo della superficie lunare e' pero' con ogni probabilita' ancora li'. E come afferma la Nasa nel suo sito web ''potrebbe restarci per un milione di anni'', perche' ''sulla Luna non ci sono venti che possano spazzarla via''.

L'avventura sulla Luna
Sono le 20,17,40 Utc, il comandante Armstrong prende il controllo manuale del modulo e lo adagia sulla superficie della Luna. L'approdo, mai sperato fino a quel momento, è nella parte meridionale del Mare della Tranquillità, circa 20 km a sud-ovest del cratere Sabine D. è un approdo scelto dalla Nasa perchè ritenuto abbastanza piano e liscio in base ai rilevamenti realizzati dai lander Ranger 8 e Surveyor 5, così come dalle mappe tracciate dal Lunar Orbiter. Alle 2,56 Utc, mentre in Italia gli orologi segnano le 4,56 minuti e 15 secondi del 21 luglio 1969, sei ore e mezza dopo aver toccato il suolo con la sonda, Neil Armstrong è sull'ultimo gradino della scaletta del Lem 'Eaglè. Allunga la gamba. Esita un attimo.

«Ora scendo» assicura però l'astronauta al centro a terra di Houston. Poi dice la frase che segna la storia del XXesimo Secolo: «Sarà un piccolo passo per l'uomo ma un gigantesco passo per l'umanità». E finalmente poggia il suo piede sinistro sulla polverosa,superficie della Luna. è il primo uomo a sbarcare su un corpo celeste fuori dalla Terra. Poco dopo scende anche l'astronauta Aldrin.

La prima permanenza sulla Luna dura due ore, quindici minuti e dodici secondi.«Se la missione chiamata Apollo 11 avrà successo, l'uomo realizzerà il sogno, inseguito a lungo, di camminare su un altro corpo celeste»: 43 anni fa, era questa la promessa della prima missione spaziale che avrebbe portato l'uomo sulla Luna. Così la Nasa l'aveva presentata ai giornalisti arrivati a Cape Canaveral (Florida) per seguire il lancio del Saturno V che portava nello spazio il comandante della missione Apollo 11, Neil Armstrong, il pilota del modulo di comando Michael Collins e il pilota del modulo lunare, Edwin Aldrin, più noto come Buzz. Armstrong e Aldrin erano gli astronauti destinati a camminare sulla Luna. Con i suoi 110 metri di altezza, un diametro di dieci metri e pesante oltre 2.000 tonnellate, il Saturno V era un gigante silenzioso sulla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center; la navetta Apollo con i tre uomini era rannicchiata sulla sommità.

Era il simbolo di un'America decisa ad accaparrarsi il primato più importante della sua più che decennale corsa allo spazio contro l'Unione Sovietica. Nel 1957 l'Urss aveva stupito il mondo con il «bip» del primo satellite artificiale, lo Sputnik, l'anno successivo aveva spedito il primo essere vivente nello spazio, con la cagnetta Laika a bordo dello Sputnik 2. Ed erano sovietiche anche le sonde Luna lanciate a partire dal 1959 per studiare la superficie della Luna e il suo lato nascosto. Il Saturno V, con la navetta Apollo e il suo equipaggio, vennero lanciati in perfetto orario mercoledì 16 luglio 1969 e arrivarono nell'orbita lunare sabato 19 luglio.

Domenica 20, mentre Collins restava sul modulo di comando, chiamato Columbia, Armstrong e Aldrin entravano nel modulo lunare, chiamato Aquila. Alla 13/ma orbita lunare i due moduli si separarono e Aquila accese i motori per cominciare la discesa. In tutto il mondo oltre 500 milioni di persone seguivano dalle tv ogni fase della missione col fiato sospeso. Mentre il modulo Aquila sorvolava la zona rocciosa del Mare della Tranquillità, Armstrong decise di passare ai comandi manuali e alle 22,17 (ora italiana) comunicò al centro di controllo: «Aquila è atterrata».

Poi il comandante rinunciò alle quattro ore di riposopreviste, aprì il portello e scese dalla scaletta. Arrivato all'ultimo gradino disse: «è un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l'umanita». A distanza di 18 minuti scese Aldrin. «Quell'esperienza è stata così breve e abbiamo lavorato a un ritmo così serrato che quasi tutti i miei ricordi li devo alle foto e ai video», dirà Aldrin a distanza di molti anni da quell'esperienza unica. Nelle due ore e mezza trascorse sulla Luna i due astronauti lavorarono per raccogliere 22 chilogrammi di rocce lunari, ma sono indimenticabili le immagini delle prove che i due, protetti dalle immense tute bianche e dai caschi, facevano per scoprire l'andatura ideale per spostarsi sul suolo lunare: piccoli passi, brevi corse, saltelli. Poi alzarono la bandiera americana, tenuta dispiegata da un'asta orizzontale, e lasciarono sul suolo lunare la targa con le tre firme dell'equipaggio e quella dell'allora presidente Richard Nixon: «Qui nel luglio 1969 misero per la prima volta piede sulla Luna uomini venuti dal pianeta Terra, siamo venuti in pace per l'intera umanita».
 
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