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LA VITA SULLA TERRA: PORTATA DA ALTRI PIANETI

27 Settembre 2012 03.09 - Di: Sheenky

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: LA VITA SULLA TERRA: PORTATA DA ALTRI PIANETI

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 La vita sulla Terra sarebbe il frutto di una contaminazione di alcuni detriti rocciosi provenienti da stelle o pianeti lontani

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Fonte: http://www.ufoonline.it/2012/09/27/la-vita-sulla-terra-e-stata-portata-da-altri-pianeti/

La vita sulla Terra sarebbe il frutto di una contaminazione di alcuni detriti rocciosi provenienti da stelle o pianeti lontani, che avrebbero diffuso arrivando sulla terra microrganismi prima non presenti sul nostro pianeta. A sostenerlo e' una ricerca della Princeton University presentata durante lo European Planetary Sciences Congress. In parole povere si potrebbe dire che è una conferma della teoria della Panspermia, l'ipotesi secondo cui forme di vita elementari sarebbero state "sparse" nell'Universo attraverso frammenti planetari, simili a piccoli meteoriti, generati in seguito a eruzioni vulcaniche o a collisioni con oggetti simili ad asteroidi.
Siamo davvero "figli delle stelle"?

I detriti giunti fino a noi da pianeti o stelle lontane sarebbero stati attirati dalla gravita' del nostro sistema planetario. In base alla ricerca, esisterebbe dunque una altissima probabilita' che la vita sia arrivata sulla Terra durante l'"infanzia" del nostro sistema solare, quando il nostro pianeta e i suoi vicini potrebbero essere stati cosi' prossimi da scambiarsi ingenti quantita' di materiali solidi che portavano microrganismi viventi.

Gli scienziati hanno calcolato le probabilita' di successo del cosiddetto "trasferimento debole di materia".

"La conclusione del nostro lavoro - ha spiegato Amaya Moro-Mart¡n, coinvolta nello studio - e' che il meccanismo di trasferimento debole rende la litopanspermia un'ipotesi praticabile perche' avrebbe permesso ai sistemi planetari di scambiarsi grandi quantita' di materiale solido, e avrebbe comportato tempi che avrebbero potuto consentire la sopravvivenza dei microrganismi incorporato nei detriti".

"La conclusione del nostro lavoro - ha spiegato Amaya Moro-Mart¡n, coinvolta nello studio - e' che il meccanismo di trasferimento debole rende la litopanspermia un'ipotesi praticabile perche' avrebbe permesso ai sistemi planetari di scambiarsi grandi quantita' di materiale solido, e avrebbe comportato tempi che avrebbero potuto consentire la sopravvivenza dei microrganismi incorporato nei detriti".

LE PRECEDENTI RICERCHE SULLA PANSPERMIA
Al 243° meeting della Società Americana di Chimica (ACS) tenutosi ad aprile del 2012 a San Diego, in California gli scienziati volevano verificare cosa accadesse agli amminoacidi durante gli impatti delle comete con l’atmosfera terrestre. Le temperature e le pressioni che si sviluppano sono infatti davvero estreme e c’era il forte dubbio che potessero distruggere quelli che sono considerati i mattoni della vita Ma i risultati confermarono la fattibilità della teoria, facendo acquistare sempre maggior fondamento scientifico all’ipotesi per cui siano state le comete – composte essenzialmente da polveri, ghiaccio d’acqua e amminoacidi – che cadendo in passato sul nostro pianeta accesero la scintilla dell’evoluzione biologica.

A Febbraio 2011 fu la ricerca pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, coordinata da un'autorità internazionale in fatto di meteoriti, l'italiana Sandra Pizzarello, (Università dell'Arizona) a rilanciare l'ipotesi che la vita sulla terra avesse un'origine esogena. Le analisi si concentrarono sulla composizione di un meteorite che appartiene alla famiglia delle condriti carbonacee, i più antichi tra questi fossili del Sistema Solare precipitati sulla Terra. "Abbiamo scoperto che la sua composizione è più primitiva rispetto a quella di altre meteoriti", scrissero i ricercatori. Soprattutto, le polveri della meteorite rilasciarono una grande quantità di ammoniaca nel momento in cui furono state trattate in condizioni che riproducevano quelle che esistevano sulla Terra primitiva, (temperature molto alte e pressione elevata) dando il via fra 4,4 e 2,7 miliardi di anni alla formazione delle prime molecole organiche.
 
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