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VIAGGIO NEI PIANI ASTRALI

5 Novembre 2012 02.32 - Di: Sheenky

Non solo UFO / Paolo Brega :: VIAGGIO NEI PIANI ASTRALI

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 Da sempre l’uomo si è interrogato sulla sua mortalità e sulla presenza di qualcosa che perdurasse alla morte dell’individuo

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Articolo di Paolo Brega

Da sempre l’uomo si è interrogato sulla sua mortalità e sulla presenza di qualcosa di trascendente e incomprensibile che perdurasse successivamente alla morte dell’individuo – il mondo cristiano definisce questo aspetto anima.
Diversi sono stati i tentativi nei secoli passati da parte di filosofi, teologi e pensatori di provare l’esistenza dell’anima. Oggi, con l’ausilio della scienza medica moderna possiamo essere molto vicini a dimostrare l’esistenza di un qualcosa che sopravvive al corpo fisico dopo la morte.
Il tentativo più particolare in tal senso fu quello condotto dal Dottor Duncan MacDougall che si prefissò di provare l’esistenza dell’anima determinando la differenza di peso di un essere umano prima e dopo il suo trapasso. La differenza risultante avrebbe determinato il peso dell’anima.
Duncan MacDougall (1866 – 15 ottobre 1920) è stato un medico statunitense che, agli inizi del ventesimo secolo ad Haverhill (Massachusetts), ha cercato di misurare la massa ipoteticamente persa da un essere umano quando l'anima lascerebbe il corpo al momento della morte. Nel 1907 MacDougall pesò sei persone al momento del trapasso (nessun dettaglio viene riportato sul metodo utilizzato o sugli intervalli di misurazione) e ha portato i suoi risultati a sostegno della teoria che l'anima avesse un peso. Nel marzo 1907, i risultati di questa ricerca vennero pubblicati dal New York Times e dalla rivista di medicina American Medicine.
Il peso dell’anima così determinato equivarrebbe a 21 grammi… da cui ne è stato tratto spunto per il titolo di un film del regista messicano   Alejandro González Iñárritu.
Sappiamo che quando un corpo organico muore, il suo peso inizia fisiologicamente a diminuire. Sono stati fatti dei calcoli matematici: si perdono liquidi, materiale organico, e cosi via... ma ad un certo punto agli studiosi non è tornato un "valore". Da tutti i calcoli fatti rimanevano "non coperti" dai 25 ai 45 grammi di "materia". Sono stati messi in conto anche tutti quei liquidi che vengono persi dal corpo morto "per evaporazione".
Ammesso che si tratti di anima questa avrebbe un peso variabile tra i 20 e i 45 grammi.
Si tratta pur sempre una sperimentazione del 1907 e c’è da chiedersi quali sarebbero i risultati con gli strumenti di oggi.
Inoltre a pensarci bene, se l'anima è composta da energia, allora è probabile che esista una relazione con una massa secondo la famosissima equazione fisica scoperta da Einstein (e=mc2) che stabilisce l'equivalenza materiale tra l'energia (e) e la massa (m) di un sistema fisico. Forse stiamo parlando di un tipo di energia diversa da quelle note alla scienza: una energia che forse la fisica non ha ancora indagato a fondo.
Nell’anno 2001, è stato pubblicato un articolo sul The Telegraph intitolato "Back from brink patients’ prove the soul exists” basato sugli studi di un gruppo di ricerca olandese che ha osservato diversi casi di pazienti sopravvissuti ad arresto cardiaco. Alcuni di loro hanno affermato di ricordare, in una condizione in cui il cervello non avrebbe dovuto essere in grado di sostenere processi lucidi né ricordi duraturi, sensazioni di pace e gioia, di tempo accelerato, di perdita della percezione del corpo, nonché di una luce brillante e dell’ingresso in un altro mondo.
Secondo il neuropsichiatra della London University Peter Fenwick e il ricercatore alla Southampton University Sam Parnia, i quali escludono che le esperienze raccontate possano spiegarsi col collasso delle funzioni cerebrali dovuto alla mancanza d’ossigeno o con l’effetto di farmaci, tutto questo dimostra che il cervello funge da “intermediario” della mente, la quale esiste indipendentemente da esso. “Se la mente e il cervello sono indipendenti”, conclude Fenwick, “allora la coscienza sopravvive al corpo”.


A sinistra il Dott. Peter Fenwick
A destra il ricercatore Sam Parnia

I medici olandesi che hanno studiato 344 persone sopravvissute ad attacchi cardiaci hanno scoperto che più di uno su 10 ha sperimentato emozioni, visioni o pensieri di qualche tipo quando era "clinicamente morto" - cioé incosciente, senza alcuna traccia di polso, respirazione o attività cerebrale. Alcuni raccontano di aver vissuto l’esperienza di sentirsi come "fuori dal corpo".
Lo studio, è stato pubblicato nel "The Lancet", la principale rivista medica britannica e una delle più autorevoli nel mondo. Questo studio è destinato a diventare una pietra miliare per quei ricercatori universitari che credono che la mente possa continuare a funzionare anche dopo che ogni attività cerebrale si è fermata. Le autorità della Chiesa lo citeranno come prova a sostegno dell’esistenza dell’anima.
Dallo studio, durato due anni e condotto in 10 ospedali olandesi, emerge che il 12 per cento delle persone che sono sopravvissute ad un arresto cardiaco hanno riferito di aver avuto varie esperienze di "pre-morte" o NDE (Near-Death Experiences) prima di essere rianimate. Una di queste ha persino raccontato di essersi ritrovata a fluttuare fuori dal suo corpo, osservando i medici mentre gli toglievano la protesi dentaria prima di inserirgli un tubo endo-tracheale nel tentativo di rianimarla.
La ricerca condotta dal professor Pim Van Lommel coincide con i risultati di una nuova inchiesta condotta in Gran Bretagna nella quale si afferma che il 10 per cento delle persone interpellate pensano di avere vissuto una sensazione di "fluttuazione" al di fuori del loro corpo. Lo studio, condotto a novembre dalla Opinion Research Business su un campione rappresentativo di un migliaio di persone, ha prodotto risultati simili a quelli di precedenti inchieste condotte in America.
Per secoli ci sono state persone che hanno raccontato di aver avuto esperienze di pre-morte tutte simili tra di loro ma, fino a poco tempo fa, queste affermazioni non erano mai state provate scientificamente e il fenomeno era stato considerato con scetticismo dalla maggior parte degli accademici. Queste esperienze comprendono: sentimenti di pace e gioia, un’accelerazione del tempo, un’intensificazione dei propri sensi, una perdita di coscienza del proprio corpo, l’ingresso in un altro mondo, l’incontro con un essere mistico e il raggiungimento di un "punto di non ritorno".
Le esperienze di pre-morte sono significative proprio perché il concetto di “punto di non ritorno” è stato affrontato anche nelle ricerce di matrice teosofica, ispirate alle conoscenze orientali, specialmente di quelle più antiche dei Veda indiani, scritte in lingua sanscrita e risalenti a migliaia di anni fa.
In esse si parla di corpi astrali e di corpi fisici, legati durante la vita materiale dell’individuo da una forma di energia, descritta come una corda luminosa definita “cordone d’argento”. Il cordone d'argento è stato descritto come un cavo elastico fatto di luce, liscio, molto lungo, molto luminoso, di circa 3 cm di diametro,   sfavillante come i festoni degli alberi di Natale, e collegato a diversi punti del corpo.
Durante le fasi del morire, non appena il corpo astrale lascia il corpo fisico e se ne allontana, il cordone d'argento diventa sempre più sottile, man mano che si allunga, finché si spezza. Quando ciò si verifica, l’anima viene liberata dal corpo fisico e diventa impossibile per essa tornare indietro; per questa ragione, possiamo definire "morte irreversibile" del corpo, quel punto del processo mortale in cui il cordone d'argento diventa teso fino a giungere alla rottura.
Questo è il cosiddetto "punto di non ritorno" ed esso può anche essere percepito come un confine:   un fiume, un muro, un recinto, o una valle. Una volta che questo ostacolo è attraversata, la quasi-morte, diventa un'esperienza irreversibile. La coscienza, che risiede nell’anima ovvero nel corpo astrale, lascia per sempre il corpo fisico materiale e libera dai vincoli fisici propri della materialità è libera di muoversi sul piano astrale della realtà, impercettibile ai più, a meno che non siano in possesso di particolari capacità medianiche.
Molti di coloro che hanno avuto una NDE hanno sentito la forza di attrazione esercitata dal cordone d'argento quando è teso, vicino al punto di rottura. Spesso tale sensazione viene descritta come se si fosse tirati da un elastico di gomma che va vicino al suo limite per poi essere bruscamente rilasciato.
Questo cordone d'argento è il legame fra il nostro corpo fisico e il corpo astrale, così come il cordone ombelicale è il nostro collegamento vitale col corpo della madre durante il processo della nascita.


Corpo fisico (in basso) collegato al corpo astrale (in alto) attraverso il cordone d’argento

E, a differenza di quanto si possa immaginare, non è sempre così facile per la coscienza personale rendersi conto di essere morti, ovvero di avere abbandonato come corpo astrale eterico il proprio veicolo materiale: il corpo fisico.
Allan Kardec, il pionieristico ricercatore francese del paranormale vissuto nel 19 ° secolo afferma nei suoi libri:
"La durata dello stato di confusione che segue la morte varia notevolmente. Può durare solo un paio di ore, diversi mesi o addirittura anni, ma é più breve per coloro che nel corso della vita terrena hanno maggiormente pensato al loro futuro stato, perché sono   in grado di comprendere la loro nuova situazione molto rapidamente."
Un messaggio molto simile viene dalla vasta raccolta di scritti della medium Alice Bailey e del suo insegnante, il Maestro Tibetano, Djwhal Khul:
"Nel caso di una persona spiritualmente sottosviluppata, il corpo eterico può rimanere per lungo tempo nelle vicinanze del suo guscio esterno in disgregazione, perché la forza di attrazione dell'anima é meno potente del richiamo della materia. Nei casi in cui la persona é spiritualmente avanzata, e pertanto distaccata mentalmente dal piano fisico, la dissoluzione del corpo vitale può essere estremamente rapida."
Secondo quanto indicato da Edgar Cayce, "...molti dicono di essere rimasti in quello stato che voi chiamata morte per un tempo che sulla Terra misurereste in anni, senza rendersi conto di essere morti!"
Cayce ha inoltre spiegato che "...il 'soggetto' diventa gradualmente consapevole   che questo risveglio é legato a quanto sono grandi i suoi appetiti e desideri fisici."
Silver Birch, (Betulla D'Argento) l'Entità che ha parlato attraverso il Medium Maurice Barbanell, ha detto la stessa cosa:
"Questo risveglio dipende dal grado di consapevolezza che il nuovo arrivato possiede. Se costui é completamente ignorante del fatto che la vita terrena continua anche dopo la morte, o se é stato indottrinato con false idee, la comprensione del suo stato richiederà molto tempo, sicché esiste un processo di riposo equivalente al dormire."
Sempre Silver Birch, afferma che il   risveglio, che avviene solo al momento giusto, può giungere dopo un tempo più o meno lungo, se misurato secondo i nostri parametri temporali terrestri.
Per gli spiriti illuminati, almeno quelli le cui azioni nel mondo fisico sono state conformi alle loro conoscenze, si tratta di un processo molto più rapido. Nel "Libro di Claude", che raccoglie i contatti avvenuti fra Claude, (un pilota britannico abbattuto dai tedeschi nella prima guerra mondiale), e sua madre, grazie all'opera della medium Gladys Osborne, Claude le narra del suo "passaggio": "Ho sentito un colpo alla testa, una forte vertigine e la sensazione di precipitare e poi niente più. Potrebbero essere passate due settimane prima di tornare di nuovo cosciente, ma non ho avuto alcun modo di tener conto del tempo, quindi non ne posso essere sicuro."
Dopo essersi pienamente risvegliato dall'altra parte, Claude ricevette numerose spiegazioni e gli fu quindi assegnato il compito di accogliere altre vittime della guerra.   "Noi ce li portiamo via [dalla terra] in modo che possano tornare coscienti lontano dai loro corpi mutilati, e oh, mamma! A volte mi stanco parecchio a spiegare a quegli uomini che sono morti!
Il concetto corrente circa l'essere umano è dualista: è composta di anima e di corpo, affrontati nell’articolo rispettivamente come corpo astrale (o eterico) e corpo fisico. Secondo questa concezione, l'anima è la parte interiore, invisibile, spirituale, mentre il corpo è la parte esteriore, visibile. C'è indubbiamente una parte di verità in questa concezione, ma è del tutto insufficiente.
In Tessalonicesi 5,23 viene detto da San Paolo di Tarso: "L'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo". Questo versetto mostra chiaramente che la creatura umana è composta di tre parti. Se la completa santificazione dei credenti includesse soltanto due elementi, l'apostolo Paolo avrebbe detto semplicemente: la vostra anima e il vostro corpo. Invece ha detto: spirito, anima e corpo.
Per mezzo del corpo fisico lo spirito dell’uomo, spirito divino, entra in contatto con il mondo materiale. Possiamo dunque definire il corpo fisico come lo strumento per mezzo del quale acquistiamo coscienza del mondo: interfaccia dello spirito verso il mondo materiale.
L'anima comprende l'intelligenza, che ci aiuta in questo stato della nostra esistenza e le emozioni che provengono dei sensi. Poiché l'anima appartiene all'io dell'uomo e rivela la sua personalità, è definita come la parte che ci dà coscienza di noi stessi e che, come sancito nelle scritture e nei testi sacri, non termina con l’esperienza materiale e mortale del corpo fisico come ci insegnano le già citate NDE.
Lo spirito corrisponde invece alla parte più ‘divina’ dell’essere umano, ossia all’energia vitale in costante connessione con l’energia cosmica del Tutto, ovvero con Dio. Energia vitale certamente collegata alla dimensione sottile del corpo astrale attraverso i chakra delle tradizioni orientali. Gli induisti chiamano questa energia prana.
Prana in sanscrito significa soffio vitale, respiro o energia cosmica. Esso è costituito da piccolissime particelle generate dal movimento della Terra e del Sole attraverso l’Etere. Le particelle si aggregano tra loro e formano dei globuli più grandi che possono essere visti anche ad occhio nudo, guardando in una giornata di sole verso il cielo e mantenendo la vista sfocata, inoltre, in condizioni di penombra, possono essere catturati dalle moderne macchine fotografiche digitali in quanto danno origine a quell’insolito fenomeno che va sotto il nome di ORBS.
La composizione del corpo umano, in base alle note proprietà dell’Energia Vitale, ha tutte le caratteristiche per attrarla. La grande quantità di acqua che lo compone, l’aria dentro i polmoni, i tessuti organici, sono tutti elementi in grado di attrarre il Prana,   basti ricordare che il liquido cerebrale e il midollo osseo sono composti per il 99% da acqua, il sangue per l’85%, il cuore per il 79% ed il cervello per il 75%.
Quando il Prana viene attratto dal corpo umano si generano un’infinità di piccolissimi vortici di energia vitale che aggregandosi tra loro entrano nel nostro corpo. Questi vortici di energia vitale vengono chiamati dai maestri indiani con il nome di Chakra. Il termine Chakra, che in sanscrito significa ruota o vortice, è molto noto nella culturale indiana. Le dimensioni dei Chakra dipendono quindi dalla differente composizione delle varie zone del corpo che determinano la capacità di attrazione di energia vitale. Questa visione, che vede i Chakra come raggruppamenti di vortici di energia vitale, coincide con quella dei maestri spirituali orientali secondo i quali i Chakra hanno diversi petali.
Il termine cakram, solitamente translitterato in chakra, proviene dal sanscrito e significa "ruota", ma ha molte accezioni tra le quali quella di "plesso" o vortice. è un termine utilizzato nella filosofia e nella fisiologia tradizionali indiane. L’idea di vortice, quindi di qualcosa che si muove in senso rotatorio ha probabilmente un forte legame con la simbologia archetipa dell’uomo, dalla spirale alla svastica, dal triskell celtico alla rosa camuna, tutti simboli che in realtà si riferiscono ai vortici dei chakra della tradizione sanscrita e poi attribuiti al culto solare poiché effettivamente l’energia che li alimenta è la luce, ovvero energia proveniente in primo luogo dal sole.


Dalla spirale alla svastica: archetipi umani indicanti i chakra sanscriti?

Secondo alcune filosofie e dottrine religiose, i chakra sono punti di forza umani, a volte associati a gangli (granthi) o organi fisici, tra i quali si muoverebbe un'energia variamente definita (prana, o in casi particolari kundalini o avadhuti) e la loro conoscenza è trasmessa da molti sistemi di yoga, nelle diverse tradizioni induiste, buddhiste e jainiste con mappature diverse. Molte tradizioni concordano sul fatto che i chakra agiscano come valvole energetiche.
Ciascuno dei chakra ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola.
Secondo il Vedānta, il corpo fisico e il corpo sottile astrale (Sukṣma Śarira: le emozioni, pensieri, percezioni, stati di coscienza) formano un insieme. Questi due corpi sono collegati a livello dei chakra, quindi agendo sul corpo fisico si produrrà un effetto su quello sottile astrale e viceversa.
Gli esseri umani, la maggior parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali o primari. Secondo alcune tradizioni, ogni chakra assomiglierebbe ad un piccolo vortice con la parte più stretta dell'imbuto orientata verso il corpo. Ogni chakra (con l'eccezione di due) avrebbe due metà o poli, una rivolta verso la parte anteriore e l'altra verso la parte posteriore del corpo.
La loro funzione principale è quella di assorbire l'Energia Universale, metabolizzarla, alimentare le aure e rilasciare energia all'esterno. Quasi tutti   li vedono come degli imbuti, che roteano e contemporaneamente fanno scorrere l'energia avanti ed indietro.
Ciascuno dei sette centri ha sia una componente (solitamente dominante) anteriore che una componente (solitamente meno dominante) posteriore, che sono collegati intimamente, fatta però eccezione per il Primo ed il   Settimo, che invece sono singoli.
Dal Secondo al Quinto, l'aspetto anteriore si relaziona con i sentimenti e con le emozioni, mentre quello posteriore con la volontà. Per quanto riguarda il Sesto (anteriore e posteriore) ed il Settimo, la correlazione è con la mente e la ragione.
Il Primo ed il Settimo. hanno inoltre l'importantissima funzione di collegamento per l'essere umano: essendo i Chakra più esterni del canale energetico, essi hanno la caratteristica di porre in relazione l'uomo con l'Universo da un lato e con la Terra dall'altro.
La posizione dei Chakra nel corpo e il campo energetico prodotto a livello astrale (intangibile); ‘aprire’ tutti i chakra consente di far transitare le energie del cosmo e del pianeta attraverso il proprio corpo astrale e fisico conferendo pienezza allo spirito.
Ci sono delle cose che non vediamo e che non sentiamo, e che a volte facciamo fatica a percepire. Sappiamo però che esistono nella materia sottile, che cioè non possiamo percepirle per mezzo dei sensi ordinari, ma che non per questo non esistono.
E' il caso, per esempio delle onde elettromagnetiche, le quali ci consentano di ascoltare la radio o vedere la televisione o parlare al telefono. Oppure le onde termiche, anch'esse costituite da materia sottile, che ci consentono di valutare la temperatura di un ambiente, pur senza che il calore o il freddo in quanto tale possano cadere direttamente sotto i nostri comuni sensi.
Pensiamo allo spettro della luce visibile:



Lo spettro visibile è quella parte dello spettro elettromagnetico che cade tra il rosso e il violetto includendo tutti i colori percepibili dall'occhio umano, o meglio traducibili dal cervello umano in colori. La lunghezza d'onda della luce visibile nell'aria va indicativamente dai 380 ai 760 nm. Questo non significa che oltre questo campo non ci sia nulla, anzi. Semplicemente significa che il nostro occhio non è in grado di vederlo.
Ma ipotizziamo che per un qualche motivo un individuo sia in grado di ‘percepire’ frequenze d’onda ultraviolette o infrarosse, ovvero che il suo cervello sia in grado di tradurre queste informazioni in percezioni sensoriali. Questa persona sarebbe in grado di osservare cose che le persone comuni non sarebbero in grado di vedere. Questa persona sarebbe forse in grado di vedere l’aura, quella particolare luce, a volte percepita come una nebbiolina, che caratterizza il corpo astrale: è il caso delle persone dotate di particolari capacità medianiche.
Nel contesto della parapsicologia spiritualità e credenze New Age, l'aura o alone luminoso, parola che deriva dal greco "alos" (corona), è ritenuta essere un sottile campo di radiazione luminosa (invisibile all'occhio umano), che secondo tali credenze circonderebbe e animerebbe tutti gli esseri viventi (persone, animali e piante) come una sorta di bozzolo o alone, tanto da sopravvivere al decadimento della vita biologica dell'essere cui tale aura appartiene. Radiazione presumibilmente prodotta dal campo energetico dei chakra e del corpo astrale.
Alone luminoso che in taluni casi di osservazione da parte di chiaroveggenti o persone dotate di specifiche capacità medianiche, potrebbe essere stato confuso con aureole, corpi di luce, o altri fenomeni di osservazione di figure religiose connesse alla santità. La stessa trasfigurazione di Gesù Cristo sul monte Tabor potrebbe essere l’esperienza di un corpo astrale ‘perfetto’ e quindi immerso in una aura di potente luce bianca.
Tutto ciò ci fa giungere alla conclusione che il piano astrale possa essere un livello elettromagnetico della realtà che non siamo in grado di percepire all’attuale capacità ottica del nostro cervello. Il piano astrale non è pertanto una dimensione lontana dalla nostra, ma un livello che circonda e compenetra il piano materiale che siamo più soliti conoscere e che ci limitiamo a considerare come unica realtà in quanto confacente ai nostri 5 sensi.
Ma come abbiamo visto il nostro essere è composto da corpo fisico, quale interfaccia con il mondo materiale, e corpo astrale, sede della coscienza, della mente e della intelligenza, alimentato dell’energia cosmica dell’Universo, la Vita, lo Spirito.
Questo esempio serve a comprendere meglio il discorso sui chakra i quali sono vortici di energia non tangibile, non visibile, che comunque non cade sotto i nostri comuni sensi, ma che talune persone particolarmente sensibili possono avvertire a livello tattile o visivo. Queste energie che non cadono sotto i nostri sensi sono comunque delle energie fondamentali per quanto riguarda non solo le manifestazioni della vita, ma anche il mantenimento della vita stessa nella sua essenza più vera. La vita si definisce come un insieme di trasformazioni e di movimenti.
Il movimento si può immaginare come un ciclo infinito di espansione e di contrazione, come il respiro; cosmicamente si parla di evoluzione ed involuzione, mentre in fisica si parla di pulsazione. Con il termine prana (che significa energia vitale), gli antichi yogi indiani intendevano definire l'energia che percorre la spina dorsale dal basso verso l’alto e viceversa; l’energia proveniente dal cielo e diretta verso la terra viene chiamata Ida o nadi lunare, e scorre in un "canale" posto a sinistra della colonna vertebrale, mentre quella proveniente dalla terra e diretta verso il cielo viene chiamata Pingala o nadi solare e scorre in un "canale" posto alla destra della colonna vertebrale, ancora, al centro della stessa (midollo spinale) "vibra" un’unica energia chiamata Sushumna.



Queste energie sono sottili e invisibili, ma hanno i loro corrispondenti nel sistema nervoso, più precisamente nel sistema neurovegetativo i due "canali" laterali e nel sistema nervoso centrale il "canale" centrale. Questi canali energetici partono dal primo chakra o chakra radice, collocato fisicamente nella regione del perineo e si congiungono nel sesto chakra, fisicamente collocato al di sopra degli occhi, nel centro della fronte, ed in profondità è in relazione con le strutture del chiasma ottico e la ghiandola pituitaria per alcuni, mentre per altri con la ghiandola pineale.
Si può dire che i chakra siano punti di intersezione tra i diversi livelli energetici della persona, in particolare tra i livelli fisico, mentale-emozionale e spirituale. In ognuno di questi livelli l’energia vitale si manifesta con un corpo specifico, uno dei quali, quello fisico, cade sotto la percezione sensoriale comune a tutti.
Il secondo corpo, quello mentale, è un corpo sottile, non fisico, che cade sotto la capacità non di senso ma di sensitività che alcune persone possiedono, e si manifesta sotto forma di "aura", cioè di un’estensione energetica esterna al corpo che può essere visualizzata con le fotocamere Kirlian; le persone che riescono a percepire questo corpo, lo descrivono come una sensazione tattile di "toccare un’energia" o se lo percepiscono visivamente, come una tenue luminescenza che circonda il corpo fisico.
Un ricercatore giapponese, Motoyama, nel corso di molti anni e di migliaia di casi esaminati con speciali apparecchiature, è riuscito a confermare appieno quanto descritto dalle antiche filosofie mediche indiane e cinesi circa l’attività energetica del corpi degli esseri viventi.
In particolare è riuscito ad evidenziare e misurare le energie dei chakra, e per mezzo di esami incrociati (tradizionali ed energetici) e anche riuscito a porre in relazione l’attività di ogni singolo chakra con gli organi, i sistemi e le funzioni del corpo fisico.
Innanzi tutto ha notato come il sistema energetico dei chakra sia strettamente correlato con i sistemi Nervoso ed Endocrino, e come ogni chakra influenzi il funzionamento dei vari sistemi organici: il primo chakra regola e governa i plessi nervosi del coccige e del sacro; il secondo e terzo chakra regolano e governano le funzioni digestive e intestinali e gli organi correlati; il quarto chakra regola e governa le funzioni cardiocircolatorie e gli organi correlati; il quinto chakra regola e governa i polmoni ed i gangli cervicale e le funzioni correlate a questi organi: il sesto chakra regola e governa il sistema neuro-ormonale e le funzioni correlate; il settimo chakra regola e governa la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, i tessuti, gli organi ed i ritmi dell’intero organismo.
I chakra permettono, in sintesi, il passaggio dei vari tipi di energia vitale tra le varie dimensioni che ci costituiscono nella nostra totalità: ad esempio consentono il passaggio delle emozioni tra il corpo emozionale ed il corpo fisico.
Quindi da tutta la nostra ricerca possiamo dunque concludere che il nostro essere è composto da:

- Corpo fisico: interfaccia con il mondo materiale

- Corpo astrale: sede della coscienza, dell’intelligenza, del pensiero, veicolo dello spirito nel piano astrale della realtà

- Spirito: energia vitale o prana, movimentata attraverso i chakra, fornisce vita ed energia a entrambi i piani sia quello materiale che quello eterico.

Non è detto che il corpo astrale si sganci dal corpo fisico soltanto al momento della morte. Se le NDE dimostrano in via teorica l’esistenza del corpo astrale in procinto di spezzare il cordone d’argento e liberarsi dall’involucro materiale che lo ha contenuto durante l’esperienza terrena, le moltissime testimonianze di OBE (Out of Body Experiences) dimostrano che è possibile in taluni specifiche condizioni, vivere un’esperienza di viaggio sul piano astrale rimanendo in vita, ovvero mantenendo intatto il cordone d’argento con il proprio corpo fisico, in stato di incoscienza, mentre il corpo astrale cosciente esplora il mondo intangibile.
Ci sono diversi livelli di volontà di OBE: violenta, casuale, volontaria.
Una OBE violenta può essere provocata da un trauma, da una operazione chirurgica o nella peggiore delle ipotesi, da un individuo che vuole sfruttare o manipolare per un qualsiasi motivo il corpo astrale e l’energia vitale dell’individuo. Nelle testimonianze delle vittime dei famigerati processi di manipolazione mentale noti con il nome di Progetto Monarch o MK-Ultra si possono ravvisare indizi di ricordi di viaggi astrali manipolati dai fautori della programmazione mentale. Infatti, secondo quanto sostenuto finora, essendo la mente residente nel corpo astrale, un programma di manipolazione mentale deve necessariamente agire a livello del corpo astrale. Pensare che queste persone siano in grado di penetrare e violare l’anima di un essere umano è oltremodo inquietante.
L’OBE casuale è quella del sogno lucido. Spesso quando sogniamo viviamo senza rendercene conto delle esperienze fuori dal corpo dimenticate o rielaborate dal nostro inconscio secondo i nostri parametri sensoriali come se il cervello a livello inconscio fornisse una versione più comprensibile dell’esperienza vissuta.
L’OBE volontaria è quella auto-indotta attraverso particolari pratiche di meditazione, rilassamento che portano la propria coscienza di sé a un livello elevato di consapevolezza tale da poter governare il proprio corpo astrale, cosa impossibile per un uomo comune. Ovviamente anche in questo caso il corpo fisico necessita di cadere in uno stato inconscio raggiungibile o attraverso l’estasi, l’ascesi, l’esperienza medianica o nuovamente attraverso il sonno. A volte vengono ingerite sostanze stupefacenti per permettere al corpo astrale di sganciarsi dal corpo fisico; pensiamo agli sciamani delle tribù dei nativi americani e all’assunzione di erbe o di funghi allucinogeni per sopprimere temporaneamente il corpo fisico e liberare il corpo astrale di viaggiare sui piani eterici, ma questo appare essere una pratica estremamente pericolosa che rischia il più delle volte di spezzare il cordone d’argento, ovvero morire.
Sicuramente per giungere all’OBE volontaria e a un viaggio sui piani eterici del reale è necessario raggiungere un livello di illuminazione che poche persone hanno realizzato nella storia. Questo livello di illuminazione è spesso associato all’apertura del terzo occhio, all’attivazione della ghiandola pineale, ovvero alla capacità di utilizzare la propria potenzialità celebrale al massimo della propria capacità: liberare la kundalini.
Il termine Kundalini deriva dalla parola sanscrita Kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme. Secondo la tradizione induista, Kundalini è energia allo stato latente che giace addormentata alla base della colonna vertebrale. Quando quest’energia si sveglia, si alza alla stregua di un serpente, e avvolge la colonna vertebrale assumendo la forma di una spirale composta da tre spire e mezzo, aprendo i chakra.
Riportiamo di seguito due interessantissime raffigurazioni della kundalini:


Bende sul cranio della mummia di Tut-Ankh-Amon, Caduceo o Bastone di Mercurio

Per i maestri induisti, tale energia va risvegliata e dinamizzata con la meditazione e fatta fluire dentro lo spazio della colonna vertebrale fino a raggiungere la sommità del capo. L’innalzarsi di questa energia permette di sperimentare, in piena consapevolezza, nuovi stati di coscienza e porta il ricercatore al risveglio e alla realizzazione di Sè ovvero all’illuminazione.
Se assimiliamo il tratto verticale della colonna vertebrale ad un tubo permeabile, possiamo immaginare che il flusso di energia vitale o Prana entri dalle pareti a 360° e segua all’interno del tubo un percorso ascensionale. Quando il bambino è nel grembo materno assorbe le sostanze nutritive attraverso il cordone ombelicale e gran parte dell’energia vitale gli deriva dal trovarsi all’interno del campo energetico vitale della mamma e immerso nel liquido amniotico, ovvero una bella massa di acqua in grado di assorbire energia vitale; inoltre, la percentuale di acqua del corpo è la più alta della sua vita.
Altro particolare, il punto alla sommità della testa, chiamato fontanella, è molle nei primi 18 mesi di vita determinando l’apertura delle ossa craniche. Si tratta di condizioni particolarissime, che con il passare degli anni vengono meno. Il bambino si trova nelle condizioni favorevoli per attrarre una grandissima quantità di energia vitale, che è libera di fluire lungo la colonna vertebrale, di fuoriuscire dalla sommità del capo e di rientrare dalla base in corrispondenza del perineo.
La teosofia vede il corpo umano come una batteria elettrica o dinamo di "Energia Vitale": "Durante il sonno noi riassorbiamo l'Energia Vitale e non le opponiamo resistenza; quando siamo svegli la respingiamo da noi... L'uomo è una grande dinamo che crea, mantiene e distribuisce energia" (William Judge, L'oceano della Teosofia, ed BIS, Torino 2004, pp.32.79).
In questa configurazione il corpo umano, nella sua globalità, è un perfetto attivatore di Etere e genera attorno a sé un campo toroidale di energia vitale che lo mette in sintonia con il Tutto, con la Terra e con l’Universo. La grande quantità di energia che viene attivata, in questa particolare configurazione, è quella che i mistici orientali chiamano risveglio della Kundalini. Fatto questo si è pronti a intraprendere il proprio viaggio nei piani astrali.
Non meraviglia la paura che la chiesa cattolica riservi nei confronti di queste pratiche, in grado di scardinarne il potere temporale sugli uomini. Celebre è l’invettiva dell’esorcista Padre Amorth nei confronti dello yoga.
"Credo che il dilagare di questa disciplina sia dovuto sicuramente a scarsa conoscenza e a molta superficialità … sia nello yoga, ma anche in altre ideologie orientali, manca Dio. Queste cercano, con metodi seduttivi, di porre al centro di tutto l'uomo che viene ritenuto quasi onnipotente. Con la tecnica del rilassamento si mette Dio in soffitta e si crede che l' uomo abbia ogni capacità su sé stesso. Lo yoga é un imbroglio, un colossale imbroglio, come tutta la filosofia sottostante ad esso. Intanto io non le definirei religioni, semmai filosofie … Lo yoga, al massimo, può essere concepita come attività ginnica, ma quando ad essa vogliamo dare ulteriori significati o valori, siamo fuori strada, per lo meno come cattolici … [le dottrine orientali] partono dall' idea che l'uomo di fatto sia padrone di sé stesso, che possa fare tutto. Non contemplano e mettono fuori gioco la presenza di Dio, Signore e padrone della storia e quindi sono un colossale imbroglio, e favoriscono le tentazioni del Demonio".
Certamente l’idea di un uomo padrone di sé stesso, potenzialmente in grado di diventare uomo-dio, è rischiosa per il mantenimento del potere e del controllo di miliardi di anime da parte della chiesa cattolica basato sul principio che l'anima raggiunge la salvezza dalla dannazione eterna per Grazia principalmente mediante la Carità e la Fede.
Ma i prinicipi enunciati dalle tradizioni sanscrite non erano invece lontani dal pensiero gnostico del cristianesimo delle origini per il quale invece la salvezza dell'anima dipende da una forma di conoscenza superiore e illuminata (gnosi) dell'uomo, del mondo e dell'universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità.
da segnalare come lo gnosticismo, seppure permeato apparentemente di ideologie di numerose religioni, assomigli come concezioni di base ai Veda dell'antica India. Il parallelo più evidente sta nel nome, infatti la parola "Veda" sta per "Conoscenza", proprio come la parola "gnosi". Le cosiddette "parole magiche", all'interno della cultura vedica, descritta dai profani come "induismo", sono rappresentati da mantra espressi in lingua sanscrita, una lingua particolarmente profonda e dal forte potere vibrazionale. La cultura vedica ha origine migliaia di anni fa e la sua prima comparsa nella storia avviene quando i popoli Arii occuparono parte dell'India, trasmettendogli queste culture indoeuropee. Tale cultura considera anch'essa il corpo come una prigione di cui liberarsi per spezzare il ciclo del Samsara (ciclo nascite e morti) e raggiungere il Moksha (ascensione al piano trascendentale) attraverso la realizzazione spirituale.
Tale raggiungimento è possibile tramite regole di buon comportamento, chiamate principi regolatori, e l'utilizzo di numerose pratiche tra cui anche particolari mantra, capaci, sempre secondo la cultura vedica, di ripulire il corpo grossolano (corpo fisico) e quello sottile (mente e intelligenza) attraverso la recitazione e l'ascolto di vibrazioni vocali particolari. Tutte queste pratiche devozionali sono volte a pregare l'Unico Dio affinché li liberi dalla miserevole condizione di esseri incarnati nella materia. Tramite questa analisi è interessante vedere come nella storia si siano susseguite, a intervalli, numerose tradizioni che avevano questo tipo di concezione di cui l'esempio più eclatante è forse quello dei Catari, anche loro influenzati pesantemente dallo gnosticismo. Nel 1208 contro di loro, definiti dai cattolici come "buoni cristiani" ma definiti dalla Chiesa cattolica come eretici, fu indetta da Innocenzo III la crociata contro gli albigesi, scontro che assunse i contorni dell'olocausto che terminò solo nel 1244, con la caduta della roccaforte catara di Montsegur.
D’altronde i Re Magi venuti ad adorare Gesù Bambino provenivano appunto da Oriente, quindi con tutta probabilità la loro cultura era permeata di tradizioni e conoscenze derivanti dagli antichi testi sanscriti della tradizione Vedica e di conoscenze millenarie,conoscenze che, come più volte sostenuto negli articoli precedenti, riteniamo provenire da civiltà perdute di matrice extra-terrestre conosciute con il nome di Atlantide e Mu.
Civiltà precedenti al Diluvio Universale caratterizzate da un sistema socio-politico perfetto, utopico, entrato nelle leggende delle civiltà storiche con il nome di Età dell’Oro e dalle cui ceneri hanno avuto origine le prime civiltà urbane che la storia tradizionale conosce: sumeri, egizi, civiltà della valle dell’Indo.
Conoscenze che comprendevano tecnologie avanzate e pieno controllo di quelle energie proprie dei piani sottili che viaggiano a livello eterico e sulle quali forse, in tempi più recenti, lo scienziato Nikola Tesla, cominciò a effettuare ricerche e scoperte estremamente interessanti, tanto da essere secretate e occultate.
Così   come per la teosofia l’uomo diventa dinamo di quella energia vitale (prana, ki) presente sui piani astrali eterici, punto di collegamento tra l’energia del pianeta e quella del cosmo, così Tesla dimostrò esistere un differenziale di campo tra il pianeta e la ionosfera e provò a dimostrare che sfruttando questo enorme differenziale era possibile trasferire energia sfruttando l’etere come veicolo.
L’etere, ovvero il piano eterico, quella stessa dimensione dove i corpi astrali si muovono e vivono anche dopo la morte del corpo fisico? Quella dimensione dove le energie note della fisica e quelle sconosciute del cosmo si fondono insieme in, forse, quell’energia ricercata durante i primi anni del secolo scorso dalle società teosofiche tedesche in quel di Agarthi a cui venne attribuito il nome di Energia Vril?
Ki, Prana, Vril, Spirito, Energia vitale, … forse tanti nomi diversi per parlare della stessa cosa, l’energia che muove sui piani sottili, sul piano astrale, quella cui i nazisti si riferivano come dimensione del Sole Nero e nella quale si muovono i corpi astrali dei defunti e le energie non conosciute alla fisica moderna, ma forse già note ai nostri antichi padri atlantidei.
Ma sarebbe un errore pensare che le energie vitali presenti sui piani astrali siano sempre positive. Il viaggio astrale deve essere compiuto soltanto con la piena consapevolezza di sé e delle forze presenti al suo interno. Infatti, oltre ai corpi astrali che hanno definitivamente spezzato il cordone d’argento e a quelli temporaneamente in transito, i piani astrali sono popolati da entità spirituali positive e negative, queste ultime spesso associate all’ambito demoniaco, rettiliano.
Queste forze possono approfittare di eventuali debolezze del corpo astrale in viaggio per penetrare al suo interno attraverso il primo o il settimo chakra e così entrare nel corpo fisico una volta conclusosi il viaggio, potendo interagire direttamente con il mondo materiale sfruttando l’interfaccia materiale del corpo con finalità spesso insondabili all’uomo comune.
Forze che possono essere evocate attraverso determinati rituali producendo una sorta di contatto tra i piani sottili e il mondo materiale rendendo molto più agevole il manifestarsi di queste energie. Uno degli esempi più noti è il famigerato culto di Moloch durante i rituali esoterici che si tengono annualmente al Bohemian Groove durante il quale gli uomini più potenti della Terra si riuniscono in gran segreto.
Diverse opere letterarie e cinematografiche hanno affrontato questo tipo di tematiche, tra le più note “Le 120 Giornate di Sodoma (Les Cent Vingt Journées de Sodome ou l'école du libertinage)”, romanzo incompiuto di Donatien Alphonse Francois de Sade, che compose nella prigione della Bastiglia nel 1785 che ispirò parzialmente l’omonimo film scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, l’ultimo della sua carriera. Così come Eyes Wide Shut fu l’ultimo film di Kubrick.
Purtroppo le vicende narrate nelle opere letterarie e cinematografiche hanno un triste riscontro anche nelle notizie di cronaca che vedono coinvolte persone scomparse, il più delle volte bambini, che svaniscono nell’oscuro mondo della pedofilia e dei riti satanici.
Quello dei bambini rapiti, schiavizzati, violentati, costretti a prostituirsi, immolati a Satana o uccisi per espiantare i loro organi è un orrore su scala planetaria. Eppure si continua a fare poco o nulla. Giornali e televisione non denunciano il problema in tutta la sua reale gravità. Ne parlano poco e male, di tanto in tanto.
Un numero incredibile di persone scompare ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. .. è come se si fossero volatilizzati, spariti. .. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Secondo le cifre del Ministero dell'Interno nel 1996 sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo '98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell'ordine. .. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi "desaparecidos" tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni.
Suggerisco di approfondire questo tema leggendo gli esposti e le denunce del PM Paolo Ferraro che da anni combatte contro queste terribili e disumane pratiche. Ferraro cita in causa i più noti casi di cronaca nera italiana, dal mostro di Firenze al delitto di Cogne, dalla strage di Erba all’omicidio di Melania Rea, coinvolgendo alti livelli di potere, e riti esoterici finalizzati a canalizzare le energie dei piani sottili, esattamente come denunciarono De Sade, Pasolini e Kubrick nel passato.
Azioni che sembrano assurde, folli, inconcepibili e pertanto confinate tra le teorie del complottiamo e dimenticate perché non razionalizzabili dalla mente comune acquisiscono un significato ancora più inquietante se rilette secondo le logiche dell’energia astrale.
L’obiettivo finale delle energie rettiliane sarebbe pertanto quello di impossessarsi e dominare il mondo per potere sfruttare miliardi di anime e l’energia da esse garantita. Per farlo oggi tengono in scacco il mondo con il NWO.
Sconfiggere il NWO non è solo una battaglia per la nostra libertà, ma è una battaglia per la nostra anima.


Ricordo infine il sito dell'autore:
http://www.progettoatlanticus.net/
 
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