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IPOTESI SULLA "STORICA" SCOPERTA DI CURIOSITY

27 Novembre 2012 11.40 - Di: Sheenky

Non solo UFO / Astronomia e scienza :: IPOTESI SULLA "STORICA" SCOPERTA DI CURIOSITY

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 Proviamo a capire quali sono le scoperte più verosimili che potrebbero essere state fatte

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Fonte: http://www.ufoonline.it/2012/11/27/alcune-ipotesi-sulla-scoperta-storica-di-curiosity-e-del-laboratorio-sam/

Il rover Curiosity avrebbe effettuato una scoperta molto importante sul Pianeta Rosso - ma gli scienziati tacciono su quella che sarebbe una notizia da scrivere negli annali. Abbiamo parlato a sommi capi del contesto in cui è nata questa serie di voci, ma in attesa che il 3 Dicembre in California sia sciolto il nodo, proviamo a capire quali sono le scoperte più verosimili che potrebbero essere state fatte: partendo dalla sicurezza che sia stato il modulo SAM, una sorta di laboratorio chimico integrato a scoprire qualcosa di rivoluzionario. Il pensiero cade senza dubbio sulla possibilità che siano stati trovati composti organici - e sostanze contenenti carbonio che potrebbero indicare la vita, sia potenziale che passate. Ma in campo ci sono altre altre ipotesi.

John Grotzinger che è tra i principali ricercatori della missione scientifica di Curiosity, e che ha dato il via alle speculazioni con la sua frase sulla "scoperta marziana destinata a entrare nei libri di storia   ha confermato tutto nel corso di una intervista prima sulla National Public Radio (NPR), la radio pubblica statunitense, poi confermando tutto sul presitiogo portale SPACE.com.

Partiamo dalla parte del rover che avrebbe avuto il merito di riuscire a effettuare la scoperta. Si tratta di SAM un laboratorio analisi costituito da un Gascromatografo-spettrometro di massa e uno spettrometro laser, che ha il compito di analizzare i gas e i composti organici eventualmente presenti nei campioni atmosferici e del suolo. è stato sviluppato dal Goddard Space Flight Center NASA e dal Laboratoire Inter-Universitaire des Systèmes Atmosphériques (LISA).

Le parole di Grotzinger possono aiutare a farsi un'idea del tipo di scopera «Stiamo ricevendo dati da SAM anche in questo momento mentre siamo qui a parlarne, e i dati sembrano essere molto interessanti. I ricercatori li stanno analizzando alacremente man mano che arrivano»
Di conseguenza gli indizi porterebbero a pensare che la notizia ruoti intorno alla scoperta diretta o indiretta di materiale che possa ritenersi organico o comunque portatore dei mattoni della vita o di composti che la rendano possibile anche in modo indiretto.
Vediamo dunque di azzardare tre ipotesi che potrebbero anche rivelarsi completamente campate in aria, ma che sono senza ulteriori elementi le più probabili.

- La scoperta della presenza di un flusso d'acqua in passato questa volta con prove incontrovertibili.

- L'individuazione di tracce di composti che contengano i mattoni della vita, molecole o amminoacidi.

- L'individuazione di materiale organico o la presenza di elementi che accertino una forma di vita passata anche elementare.

I fiumi del passato
Curiosity, già a Settembre aveva ha fotografato il letto di quello che un tempo era con ogni probabilità un corso d’acqua sul pianeta. I ricercatori avevano già identificato in precedenza indizi sulla presenza in tempi remoti di acqua su Marte, ma le nuove prove fornite dal rover nei mesi scorsi apparivano uniche nel loro genere. L’area in cui sarebbe stato individuato il letto di un fiume si trova tra il margine nord del cratere Gale e la base dell’Aeolis Mons, uno dei monti di Marte che si trova all’interno dello stesso cratere e che ha un’altitudine complessiva di circa 5.500 metri. La forma arrotondata delle rocce suggerisce che siano state trasportate per una lunga distanza e che provengano dal margine superiore del cratere.

I mattoni della vita
Le proteine sono composti essensiali per la vita nonchè il componente principale di ogni essere vivente animale e vegetale. Ma visto che le proteine sono macromolecole, costituite da catene di molecole più semplici, per formarle sono indispensabili gli aminoacidi, che si uniscono tra loro attraverso un legame chimico, noto come legame peptidico. Per questa loro funzione base sono considerati i mattoni della vita. Non sarebbe la prima volta che gli aminoacidi sarebbeto individuati fuori dal pianeta Terra. Nel 2009 la Nasa annunciò invece di aver scoperto un aminoacido, chiamato glicina, in una cometa in piena attività, gelida e a tutta velocità, «marcata stretta» dalla nave Stardust direttamente nello spazio nel 2004.

Tracce e composti organici
Veniamo all'ipotesi più bella, ma purtroppo la meno probabile. L'individuazione non solo di basi ma proprio di elementi elementari ma già formati di vita. Parliamo essenzialmente di batteri. I batteri sono considerati le forme elementari di vita ed esistono sul nostro Pianeta da miliardi di anni prima di noi, e probabilmente ci resteranno anche quando la nostra specie sarà scomparsa. Vivono assimilando uno dei sei elementi che sono alla base di ogni forma di vita sulla Terra carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno zolfo e fosforo. Trovarli su Marte sarebbe a tutti gli effetti aver individuato una forma di vita Aliena.

Il precedente del meteorite Alans Hills 84001
La ricerca di prove a sostegno della presenza di vita su Marte ebbe il suo apice nel 1996, quando dopo le analisi del meteorite di due chilogrammi Allans Hills 84001, caduto nel 1984, David McKay della NASA sostenne che il frammento contenesse tracce di vita marziana.
Il ricercatore identificò alcune formazioni fossili, che sembravano essere di batteri con dimensioni molto più piccole di quelle solitamente osservate sulla Terra. La notizia suscitò un enorme interesse, spingendo il presidente degli Stati Uniti di allora, Bill Clinton, a commentare la scoperta con un messaggio televisivo alla nazione. Ricerche successive dimostrarono che le strutture osservate con il microscopio a scansione da McKay erano probabilmente di origine mineraria, formatesi in particolari condizioni di calore e di pressione. Altri studi più recenti, svolti con strumentazioni in grado di dare risultati più accurati, non hanno consentito di risolvere il problema e quindi di escludere del tutto la possibilità che sul frammento marziano vi siano tracce fossili di forme di vita.
 
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