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ALLA RICERCA DELL'ANIMA

20 Marzo 2013 01.32 - Di: Sheenky

Non solo UFO / Paolo Brega :: ALLA RICERCA DELL'ANIMA

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 All'inizio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio

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Articolo di Paolo Brega

Durante il ritorno dalla luna dopo la missione Apollo 14, l'astronauta Edgar Mitchell fissava dalla finestra il pianeta blu, la Terra. In quel momento qualcosa di profondo lo colpì. All'improvviso venne spinto fuori dal suo normale stato di coscienza e sentì una intensa unità, una connessione col pianeta Terra e con tutto l'universo. Non aveva mai avuto una tale esperienza. Il suo ego e il mondo esterno si fusero. Non poteva più distinguere una differenza; era divenuto lui stesso l'intero universo! I suoi pensieri sembravano avere effetto sul mondo esterno e il mondo esterno sembrava avere effetto sui suoi pensieri. Era divenuto pienamente consapevole del fatto che la separazione tra il suo ego e l'universo non esisteva. Era l'esperienza descritta in termini di scienza quantistica da David Bohm, dove l'osservatore diviene l'osservato!
L’esperienza di Mitchell, così come viene descritta in “Souls of distortion Awakening” di Jan Wicherink rappresenta l’apoteosi dell’epifania di una verità superiore in grado di modificare per sempre la consapevolezza di una persona e l’approccio stesso alla vita. Mitchell stesso, a seguito di ciò, fondò una organizzazione no-profit nel 1973 dedicato allo studio della Coscienza umana e a quei fenomeni psichici come la telepatia, la precognizione, la percezione extrasensoriale (ESP), le esperienze extracorporee (OBE), il sogno lucido e le esperienze pre-morte (NDE), testimoniati da così tante persone ripetutamente, ma nonostante questo ostracizzati dall’accademia scientifica viziata da una visione cartesiana del mondo.
E’ stata infatti la rivoluzione Cartesiana agli inizi del 1600, che tanto bene ha fatto togliendo all’ambito religioso la ricerca scientifica dando il via alla grande rivoluzione scientifica che ha caratterizzato i secoli successivi fino ad oggi, a tracciare una netta linea di confine tra il mondo materiale e il mondo immateriale, tra la scienza e la spiritualità. Cartesio estese la concezione razionalistica di una conoscenza ispirata alla precisione e certezza delle scienze matematiche, così come era stata propugnata da Francesco Bacone, ma formulata e applicata effettivamente solo da Galileo Galilei, a ogni aspetto del sapere, dando vita a quello che oggi è conosciuto con il nome di razionalismo continentale, una posizione filosofica dominante in Europa tra XVII e XVIII secolo.


Cartesio

Ma nella demarcazione tra le due dimensioni, fisica e metafisica, scientifica e spirituale, la rivoluzione cartesiana perde quell’unità tra le discipline che trovavano integrazione perfetta nelle conoscenze alchemiche di prima del ‘500, derivanti a loro volto, a nostro avviso, da conoscenze “scientifiche” di un tempo perduto.
Oggi, l’handicap alchemico rappresentato dalla filosofia cartesiana, il tabù rivolto a fenomeni troppo spesso affrontati con superficialità dalla scienza tradizionale, sembra essere stato superato dalla scienza quantistica, fisica e meccanica, che riportano il concetto di “Coscienza” e lo studio della medesima e dei legami con il mondo materiale e quello metafisico, degno di tale nome.
Di nuovo dall’opera di Jan Wicherink leggiamo che:
“…la domanda più difficile mai sollevata nel campo scientifico, è detta il "problema difficile" o il "problema vincolante". E' il problema del come il mondo immateriale dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni, si interfacci col mondo materiale del nostro corpo. Gli stati emotivi causati dai nostri pensieri e dalle nostre sensazioni (mondo immateriale) sono immediatamente riflessi nella fisiologia del nostro corpo (mondo materiale). Per esempio, quando si forma il pensiero immateriale nel cervello che ordina di sollevare il braccio, immediatamente il cervello inizia a produrre messaggeri neurotrasmettitori trasportati lungo il sistema nervoso. Gli impulsi elettrici vengono inviati ai muscoli che infine risponderanno al pensiero iniziale.
Com'è possibile? Come può qualcosa di immateriale come il pensiero, avere un effetto fisico reale? Avviene sempre nel vostro corpo! Dato che Cartesio decise che esistesse una divisione tra corpo e mente, difficilmente avremo risposta dalla fisica Newtoniana. Quindi come viene superato il ponte tra il mondo immateriale della mente e il mondo materiale del corpo?
Forse possiamo avere qualche risposta dalla fisica quantistica?
Tutta la nostra realtà esterna percepita dal cervello, viene dai cinque sensi, udito, olfatto, gusto, tatto e percezione visiva. Secondo il filosofo Immanuel Kant (1724-1804) dovremmo fare una distinzione tra il mondo noumenico, il mondo stesso (daß Ding an sich) e il mondo fenomenico, il mondo per come lo percepiamo. Kant voleva dire che è impossibile percepire direttamente il mondo; lo possiamo solo percepire tramite i nostri sensi. Nessuno sa cosa sia la realtà esterna, perchè non possiamo mai percepirla direttamente. Si può persino porre la domanda, esiste una realtà fisica? Kant credeva che la realtà fisica, la fonte delle nostre percezioni, è reale. Immanuel Kant affermò che quello che sappiamo del mondo esterno è una interpretazione fatta dal nostro cervello…”
Il limite filosofico dell’impostazione cartesiana (e quindi di tutta la scienza che da essa ne deriva) è che sia la coscienza/pensiero risultato delle reazioni chimico-biologiche che avvengono nel nostro cervello quale agglomerato di cellule nervose.
Riprendendo il biblico pensiero “All'inizio era il Verbo (Logos=Pensiero) e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio” sembrerebbe essere invece l’esatto contrario, ovvero che è invece il mondo materiale a essere emanazione di una Volontà immateriale, di una Coscienza universale ipotizzata per la prima volta dallo studioso della psiche Carl Gustav Jung - idea nemmeno troppo campata in aria visto che al prestigioso PEAR (Princeton Anomalies Research Institute) i ricercatori stanno cercando di individuarla e monitorarla attraverso una serie di esperimenti volti a dimostrare l’esistenza della capacità del pensiero di agire sugli oggetti inanimati come avviene con la psicocinesi o con la lettura dei risultati dei dispositivi RNG, misuratori delle variazioni sui generatori di eventi casuali provocate dalla “Coscienza collettiva”.
Questa ricerca ha provato che i dispositivi RNG potevano registrare eventi globali importanti che si muovevano attraverso le masse collettivamente. Alcuni di questi sono stati il funerale della Principessa Diana, il verdetto del caso OJ Simpson e gli attacchi recenti dell' 11 Settembre a New York.
Tutti questi eventi hanno mostrato deviazioni misurabili e significative dalla distribuzione 50-50. Nel caso degli attacchi dell' 11 Settembre alle torri gemelle, i dispositivi RNG hanno registrato le deviazioni prima dell'attacco!


Registrazione dei RNG nel giorno in cui crollarono le torri gemelle (Cortesia di Roger Nelson del Global Consciousness Project)

La visione scientifica convenzionale dice che la materia è esistita per prima e si è sviluppata per portare la coscienza, quindi la visione di sopra è l'inverso del pensiero convenzionale e si avvicina all'antica filosofia dell'India, piuttosto che alle filosofie moderne Occidentali. La vecchia scienza quindi è quella di massa-energia, ma la nuova scienza comprende massa-energia-coscienza.
La vecchia scienza focalizza la propria attenzione e la propria sfera di indagine al mero mondo materiale, mentre la nuova scienza tende ad allargare il focus al mondo metafisico, quello che nella cosmologia del Progetto Atlanticus viene identificato con i cosiddetti “piani astrali” e che vedremo di seguito essere ben correlato al tentativo di spiegare i legami tra Corpo, Anima e Spirito.



E’ quello che Shiuji Inomata definisce “Seconda rivoluzione Copernicana” nella sua teoria che, con molta audacia, parte dal presupposto che la meccanica newtoniana abbia in realtà fallito nello scoprire la causa primaria della gravitazione. Secondo il mio pensiero, la causa primaria della gravitazione è la forza tirante tra le cariche elettriche ombra contenute nella materia. La carica elettrica ombra è identica alla "coscienza panpsichica" detta anche energia "Ki" nella filosofia Orientale. E forse era la medesima forza che la teosofia definisce come Vril alla cui ricerca si lanciarono i nazisti durante la loro drammatica presenza nella storia.
La confusione presente nella scienza deriva dal fatto che Sir Isaac Newton non ha potuto scoprire il meccanismo suddetto della gravitazione. Inoltre, la fisica contemporanea considera meccanicisticamente la materia: la materia è materia e null'altro. La nuova scienza considera la materia come composta di ingrediente materiale e ingrediente di coscienza e quest'ultimo è la causa primaria della gravitazione.


Triangolo di coscienza, massa ed energia

Newton o Einstein non avevano torto, ma la loro fisica doveva essere integrata dalla fisica quantistica. Come tutti sanno, Einstein ha cercato di unificare EM e gravità nella sua relatività generale, ma ha fallito. L'EM complessizzato è una teoria unificata di EM e gravità. In altre parole, la fisica ha preso la strada sbagliata e ora si trova in un vicolo chiuso. Dovremmo anche considerare la fisica quantistica.
Secondo la filosofia Orientale, il vuoto è un mare bilanciato di Ki o energia ombra di polarità Yin (negativa) e Yan (positiva). Il concetto di vuoto nella fisica convenzionale è diverso e nel nuovo paradigma è stato riorganizzato in linea con la filosofia Orientale. Il vuoto è rappresentato dall'equazione ombra di Dirac, che troviamo nella Tabella. Dovremmo anche chiederci se il "neutrino" sia una particella di materia come ipotizzato da W.Pauli o una particella di coscienza.
Ora, chi ha avuto modo di approfondire un certo tipo di tematiche legate più al mondo esoterico che a quello scientifico, leggendo i testi della tradizione magica occidentale piuttosto che le opere della filosofia orientale che tanto ispirarono sia Jung come Schopenhauer, annoverati tra i padri della cultura occidentale, non può fare a meno di leggere queste cose come un ritorno a quella antica conoscenza posseduta e tramandata dal mondo alchemico medievale.
Una conoscenza proveniente da migliaia di anni addietro, retaggio di una cultura perduta, che aveva già scoperto la profonda connessione tra Mente e Corpo e l’Energia che da ciò può derivare e che forse Tesla aveva iniziato ad intuire.
Nella nuova visione scientifica, la scienza Occidentale, in cui la massa-energia è la sostanza definitiva del mondo, viene ribaltata di 180° e la coscienza/Ki diviene la sostanza definitiva del mondo. Nel 17° secolo ci fu la conversione da cosmologia Tolemaica a Copernicana. Ora ci troviamo nel mezzo della seconda rivoluzione Copernicana. Ovvero, la materia non è l'origine di questo mondo. Piuttosto la coscienza esisteva prima e da essa si è manifestato il mondo materiale, come appunto la Bibbia insegna.
L’auspicio è che finalmente scienza e spiritualità tornino a convergere così come era durante l’Età dell’Oro.
Un passo avanti sembra essere stato fatto dalla teoria di Einstein-Cartan-Evans, conosciuta tra gli addetti ai lavori come ECE che introduce il lettore alla scoperta di quei legami tra Corpo, Anima e Spirito e che corrisponde alla corretta e completa Teoria di Campo Unificato, sviluppata dal professor Myron Wyn Evans, B.Sc., Ph. D., D. Sc. of Glyneithrym, Wales, UK.
In estrema sintesi possiamo dire che la ECE, attraverso la Spin Connection Resonance della fornisce una spiegazione della persistenza della coscienza umana oltre i limiti temporali e biologici e si ricollega alla ricerca portata avanti da Hameroff e Penrose, due fisici quantistici di fama mondiale, i quali dimostrerebbero scientificamente l’esistenza dell’anima e la possibilità concreta di dimostrare la veridicità delle esperienze pre-morte come fase di transito tra il piano fisico e il piano astrale.
Essi sostengono che l’anima umana è una delle strutture fondamentali dell’Universo e che la sua esistenza è dimostrabile grazie al funzionamento delle leggi della fisica quantistica. Con la morte fisica, le informazioni quantistiche che formano l’anima non vengono distrutte, ma lasciano il sistema nervoso per essere riconsegnate all’Universo.
Secondo la Teoria Quantistica della Coscienza elaborata dai due scienziati, le nostre anime sarebbero inserite all’interno di microstrutture chiamate “microtubuli”, contenute all’interno delle nostre cellule cerebrali.
La loro idea nasce dal considerare il nostro cervello come una sorta di “computer biologico”, equipaggiato con una rete di informazione sinaptica composta da più di 100 miliardi di neuroni . Essi sostengono che la nostra esperienza di coscienza è il risultato dell’interazione tra le informazioni quantiche e i microtubuli, un processo che i due hanno definito “Orch-OR” (Orchestrated Objective Reduction).
Con la morte corporea, i microtubuli perdono il loro stato quantico, ma le informazioni in essi contenute non vengono distrutte. In parole povere, più legate ad un linguaggio tradizionale, l’anima non muore, ma torna alla sua sorgente. “Quando il cuore smette di battere e il sangue non scorre più, i microtubuli smettono di funzionare perdendo il loro stato quantico”, spiega il dott. Hameroff, professore emerito presso il Dipartimento di Anestesiologia e Psicologia e direttore del Centro di Studi sulla Coscienza presso l’Università dell’Arizona. “L’informazione quantistica all’interno dei microtubuli non è distrutta, non può essere distrutta, ma viene riconsegnata al cosmo”.
“Quando un paziente torna a vivere dopo una breve esperienza di morte, l’informazione quantistica torna a legarsi ai microtubuli, facendo sperimentare alla persona i famosi casi di premorte”, continua Hameroff. La grande portata di questa teoria è evidente: la coscienza umana, così intesa non si esaurisce nell’interazione tra i neuroni del nostro cervello, ma è un informazione quantistica in grado di esistere al di fuori del corpo a tempo indeterminato. Si tratta di quella che per secoli le religioni hanno definito “anima”.
Questa teoria scientifica si avvicina molto alla concezione religiosa orientale dell’anima. Secondo il credo buddista e induista, l’anima è parte integrante dell’Universo ed esiste al di fuori del tempo e dello spazio. L’esperienza corporea (o anche terrena, materiale), non sarebbe altro che una fase dell’evoluzione spirituale della coscienza umana. Ma anche le religioni del libro, quali l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, insegnano l’immortalità dell’anima. Chissà che questa teoria non possa aprire una nuova stagione di confronto positivo tra la ragione e la fede, la religione e la scienza.
Il meccanismo con cui il cervello genera pensieri, sentimenti e intuizioni rimane sconosciuto. La maggior parte delle spiegazioni ritrae il cervello come un computer, con i neuroni e le connessioni sinaptiche in qualità di semplici interruttori. Tuttavia il calcolo, da solo, non riesce a spiegare perché abbiamo sentimenti, creatività e coscienza. Il cervello umano è costituito da centinaia di migliaia di neuroni, ciascuno dei quali a sua volta contiene migliaia di microtubuli che oltre a essere lo «scheletro» della cellula controllano il movimento di organelli e vescicole citoplasmatiche e la divisione cellulare. Un bel carico di lavoro, che tuttavia non si esaurisce qui. Gli studi di Hameroff hanno mostrato che i microtubuli sono i candidati a sostenere i processi quantistici di calcolo e di comunicazione intracellulare, importanti per le funzioni cognitive superiori. Sarebbe proprio l'attività dei microtubuli, in particolare dei fenomeni quantistici ospitati nel loro interno, a far emergere la coscienza.
Roger Penrose sostiene che la coscienza, nell'uomo, emerge grazie al raggiungimento, all'interno dei microtubuli, dello stato di massima «eccitazione coerente»: come gli elettroni nella superconduttività si muovono all'unisono, permettendo alla corrente di fluire senza ostacoli, così gli stati quantici presenti nei microtubuli cerebrali raggiungono un valore soglia di coerenza. A seguito di effetti gravitazionali gli stati quantici nei microtubuli collassano in modo orchestrato ogni 25-500 millisecondi. La perdita ciclica e ripetuta di tale coerenza si traduce nella generazione di eventi fisici classici a cui sarebbero imputabili gli stati di coscienza ordinari. I fenomeni di «coerenza quantistica» danno conto anche di ciò che Penrose chiama aspetto «unitario» della mente: la coscienza non è frutto dell'attivazione di una singola area del cervello ma scaturisce dall'azione concertata in un gran numero di zone e di miliardi di neuroni insieme. L'oscillazione coerente dei microtubuli provvede a tale collegamento globale, essenziale per l'emergere della coscienza.
Il cervello diventerebbe un semplice strumento “ricevente” dell’energia rappresentata dalla coscienza universale, pre-esistente alla materia. Un’antenna in grado di incanalare lo spirito in un corpo. Fondamentalmente stando così le cose la reincarnazione avrebbe un certo fondamento...
Al momento della morte fisica, cessando di funzionare il cervello, l’energia contenuta nei microtubuli che si configura come l’Anima, la Coscienza individuale, si ricollega alla Coscienza Universale come pura energia, ciò che noi chiamiamo Spirito.
In una interpretazione panenteistica del Tutto, questa Coscienza Universale, energia che permea l’Universo, sarebbe il DIO trascendente, metafisico, motore primo dell’universo, generato non creato di cui si parla nei testi religiosi di tutte le tradizioni del passato.
Non il dio biblico veterotestamentario di nome Yahweh che riprendendo gli studi portati avanti in Italia da Mauro Biglino, si caratterizza più come un essere in carne ed ossa con vizi e virtù proprie degli esseri umani,
L’Anima disconnessa dal Corpo raggiunge il piano astrale, ossia il livello del reale non percepibile ai nostri canonici sensi, ma raggiungibile attraverso il potenziale extra-sensoriale insito nel nostro codice genetico e presente nella ghiandola pineale.
A tal proposito molto potremmo imparare dagli animali, in particolar modo dai gatti, come già gli egizi avevano intuito, in grado di osservare cose che gli umani hanno dimenticato di poter vedere.
E l’aver dimenticato questo potere è il limite che ci impedisce oggi di tornare agli splendori dell’Età dell’Oro. Se vogliamo realizzare una nuova era di splendore dobbiamo tornare a comprendere i meccanismi che legano Corpo – Coscienza, Mente, Anima – Spirito, Energia Vitale.
Questo è solo un primo passo…


Ricordiamo infine il sito dell'autore:
http://www.progettoatlanticus.net/
 
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